“Se l’università muore, muore la città”. Ecco il piano del Comune
Lassessore alla Cultura, Giorgio Barberis, spiega la strategia che Palazzo Rosso adotterà per salvaguardare lAteneo dalla mancanza di fondi, e avverte: pur nella cocente crisi economica non si può rinunciare ad alcune linee di sviluppo per il futuro. I margini di manovra non sono grandissimi, ma ci attiveremo per difendere questa risorsa fondamentale
L?assessore alla Cultura, Giorgio Barberis, spiega la strategia che Palazzo Rosso adotterà per salvaguardare l?Ateneo dalla mancanza di fondi, e avverte: ?pur nella cocente crisi economica non si può rinunciare ad alcune linee di sviluppo per il futuro. I margini di manovra non sono grandissimi, ma ci attiveremo per difendere questa risorsa fondamentale?
La partita per la salvezza di Alessandria non passa solamente dalla salvaguardia degli stipendi, del tessuto industriale, del diritto alla casa, ma anche dall’Università. Sono parole quantomai chiare quelle con le quali Giorgio Barberis, assessore alla Cultura del comune di Alessandria, torna a stretto giro sul tema caldo dell’università. “Si tratta di una battaglia vitale per la città: non importa quanto profonda sia la crisi che stiamo attraversando. Ovviamente bisogna tentare di parare il colpo durissimo che il dissesto comporta, e faremo il possibile e l’impossibile per garantire famiglie e imprese, ma una semplice strategia conservativa non porterà che alla morte lenta della città. E’ impensabile rinunciare a ogni forma di investimento sullo sviluppo per aspettare tempi migliori, perché il rischio che questi non arrivino mai è alto. Bisogna invece individuare alcune linee di sviluppo davvero prioritarie, e provare a perseguirle con gli strumenti che avremo a disposizione. L’università è sicuramente uno di questi, vista la sua capacità di fare da volano allo sviluppo della città, attraendo giovani e offrendo forze competitive sul territorio”.
Parole difficili da non condividere, ma come fare, considerata la situazione di assoluta carenza di risorse?
La strategia di Palazzo Rosso si sta via via delineando. Appurato che sul piano della didattica l’Università Avogadro rappresenta un’eccellenza nel panorama italiano, la via da perseguire passa soprattutto attraverso i servizi agli studenti, obiettivamente ancora molto scarsi, soprattutto se paragonati a quelli offerti da altri atenei, e perfino dalle altre sedi dell’università del Piemonte Orientale, per esempio Novara. Una querelle, quella della distribuzione delle risorse, che prosegue ormai da tempo ma che Palazzo Rosso sembra ora più che mai intenzionato a riportare al centro dell’attenzione.


Intanto nei prossimi giorni potrebbe venire risolta la situazione, anche questa aperta da tempo, dell’ultimazione del cablaggio informatico a Palazzo Borsalino, dove si aspetta l’allacciamento alla fibra ottica, ormai imminente. Un piccolo segnale di speranza e innovazione in una situazione sicuramente complessa e ancora tutta in divenire.