Appello a palazzo Rosso: “sobrietà e priorità al lavoro”
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I.N. - irene.navaro@alessandrianews.it  
18 Luglio 2012
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Appello a palazzo Rosso: “sobrietà e priorità al lavoro”

Il dissesto del comune di Alessandria si innesta in un quadro generale economico già critico. La disoccupazione in città è cresciuta più della media provinciale e riguarda 10.123 lavoratori. “Occorre un piano industriale complessivo che comprenda anche le partecipate. Non si facciano figli e figliastri”.

Il dissesto del comune di Alessandria si innesta in un quadro generale economico già critico. La disoccupazione in città è cresciuta più della media provinciale e riguarda 10.123 lavoratori. ?Occorre un piano industriale complessivo che comprenda anche le partecipate. Non si facciano figli e figliastri?.

Se il quadro occupazionale provinciale è preoccupazione, quello alessandrino è ancora peggio. Nella sola città di Alessandria i disoccupati sono cresciuti nell’ultimo anno del 6,16%, contro una media provinciale del 5,58% e, in termini assoluti, si attestano sui 10.123 lavoratori nel 2012.
A rendere la situazione ancor più difficile, nel capoluogo, è la dichiarazione di dissesto. “Difficile non essere preoccupati ed è in qualche modo ‘giustificabile’ anche la confusione a livello amministrativo. Ci sentiamo però di fare un appello alla sobrietà, in particolare quando si parla dei temi della disoccupazione. Non si possono lanciare messaggi – è lo sfogo del segretario provinciale Silvana Tiberti – su presunti esuberi e non si può parlare delle partecipate come di una galassia a parte. Chiediamo che il Comune predisponga un piano industriale complessivo, in cui si tenga conto di tutti gli aspetti, dei dipendenti comunali, delle partecipate e delle cooperative. Non si possono fare figli e figliastri. Occorre responsabilità visto che stiamo parlando di circa 2500 addetti nella ‘galassia’ del Comune”.
Tiberti, quando parla di serietà e responsabilità, si riferisce anche “ai ritardi nei pagamenti che si verificano ogni mese. Non è ammissibile che il giorno 27 si comunichi ai lavoratori che i soldi sul conto non ci saranno, senza dare preavviso prima. Poi, il giorno 29 i soldi si trovano. Ben vengano, ma mi chiedo come sia possibile”. Non solo: “abbiamo sentito che c’è lintenzione di promuover nuovamente la San Giorgio Cavalli. Chiediamo uno stop a tutte le spese per le manifestazioni per dare priorità al lavoro e all’occupazione“.
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