Fabbio, Vandone e Ravazzano il processo s’ha da fare
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17 Luglio 2012
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Fabbio, Vandone e Ravazzano il processo s’ha da fare

Il giudice per l'udienza preliminare accoglie la richiesta del pubblico ministero e rinvia a giudizio (prima udienza il 21 novembre) l'ex sindaco Piercarlo Fabbio, l'ex assessore Luciano Vandone e l'allora segretario generale Carlo Alberto Ravazzano per truffa ai danni dello stato, abuso d'ufficio, falso ideologico

Il giudice per l'udienza preliminare accoglie la richiesta del pubblico ministero e rinvia a giudizio (prima udienza il 21 novembre) l'ex sindaco Piercarlo Fabbio, l'ex assessore Luciano Vandone e l'allora segretario generale Carlo Alberto Ravazzano per truffa ai danni dello stato, abuso d'ufficio, falso ideologico

Meno di quindici minuti di udienza per stabilire che l’ex sindaco Piercarlo Fabbio, l’ex assessore Luciano Vandone e l’allora segretario generale Carlo Alberto Ravazzano dovranno rispondere davanti al giudice di truffa ai danni dello stato, abuso d’ufficio, falso ideologico. Tanto ci ha messo il gup Enrica Bertolotto per arrivare alla conclusione che il processo “s’ha da fare”. I tre compariranno in aula in tribunale, davanti ad un giudice, il prossimo 21 novembre.
Gli avvocati difensori, che avevano chiesto tempo alla prima udienza per poter valutare le ultime carte arrivate da Torino dalla Corte dei Conti e prendere in considerazione il rito abbreviato, non hanno invece opposto richieste alla decisione del Gup. Si procederà quindi con rito ordinario. “La complessità della materia non può che richiedere un approfondimento in sede dibattimentale”.
L’avvocato di Piercarlo Fabbio, davanti alla richiesta di procedere “perchè il bilancio 2010 è palesemente falso”, secondo quanto ha sostenuto l’accusa rappresentata dal Pm Riccardo Ghio, fa notare come non solo la materia contabile sia piuttosto complessa, ma anche come ci si muova all’interno di un quadro normativo del tutto inedito. “Non c’è giurisprudenza sullo sforamento del patto di stabilità che, peraltro, è un istituto inedito”, dice Claudio Simonelli.
D’altra parte il principale imputato, Piercarlo Fabbio, sembra averla presa bene: “davanti a Giudici terzi potranno essere spiegati tanti accadimenti e soprattutto si potrà esprimere la difesa, finora sovrastata da troppi fattori esterni che hanno rischiato di far credere che un processo fosse già stato concluso e che invece è ancora da iniziare”, scrive sul suo blog.
Quel che è certo è che il processo di Alessandria costituirà sicuramente un caso, per la complessità e la novità della materia. 
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