Fabbio, Vandone e Ravazzano a processo
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16 Luglio 2012
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Fabbio, Vandone e Ravazzano a processo

Rinviati a giudizio i due ex amministratori e l'ex ragioniere capo. La prima udienza in tribunale si terrà il prossimo 21 novembre

Rinviati a giudizio i due ex amministratori e l'ex ragioniere capo. La prima udienza in tribunale si terrà il prossimo 21 novembre

15:00 Fabbio: “finalmente potrò chiarire”
L’ex sindaco Piercarlo Fabbio affida al web, attraverso la sua rubrica “Cinque righe di giornata”, il primo commento alla notizia del rinvio a giudizio: “Il mio rinvio a giudizio finalmente sposta nel suo luogo deputato il chiarimento che da tempo attendo. Finora ha parlato l’accusa, la stampa l’ha variamente ripresa, addirittura mi hanno giudicato gli avversari politici, senza neppure trovare una motivazione plausibile alla loro furia iconoclasta, se non quella di voler essere nemici. Ho preferito, in questi lunghi mesi, non entrare nel merito per non intralciare l’iniziativa degli inquirenti e lo faccio anche ora, sapendo che, davanti a Giudici terzi potranno essere spiegati tanti accadimenti e soprattutto si potrà esprimere la difesa, finora sovrastata da troppi fattori esterni che hanno rischiato di far credere che un processo fosse già stato concluso e che invece è ancora da iniziare”.
 


L’ex sindaco Piercarlo Fabbio con l’allora assessore Luciano Vandone e il ragioniere capo Carlo Alberto Ravazzano andranno in aula davanti al giudice per rispondere delle accuse di falso ideologico, abuso d’ufficio, truffa ai danni dello Stato. Lo ha stabilito questa mattina nel corso dell’udienza preliminare il giudice per le indagini preliminari Enrica Bertolotto che ha ritenuto vi fossero gli estremi per dare avvio al processo in aula.
Davanti al Gup erano presenti gli avvocati difensori Claudio Simonelli per Fabbio, Luca Gastini per Ravazzano, Marco Conti e Marco Panerai per Vandone. Per l’accusa il pubblico ministero Riccardo Ghio e Giulia Boccassi in rappresentanza del comune di Alessandria che si è costituito parte civile.
A chiedere il rinvio a giudizio è stato il pm Ghio che ha sostenuto come “vi siano prove sufficienti per dare esecuzione all’azione penale”. Ha anche parlato di “bilancio palesemente falso”, riferendosi a quello consuntivo 2010.
Per contro la difesa ha chiesto il non luogo a procedere perché gli assistiti “non hanno commesso il fatto e perché il fatto non costituisce reato”. Al termine dell’udienza hanno chiarito come, a loro avviso “la materia sia molto complessa e necessiti degli adeguati approfondimenti anche relativamente al fatto che non c’è giurisprudenza sullo sforamento del patto di stabilità che questo, peraltro, è un istituto inedito”. Il 21 novembre, quindi, i due ex amministratori e l’ex ragioniere capo saranno chiamati in aula, davanti al giudice, per dare avvio al procedimento penale.


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