Tempi più lunghi del previsto per il ponte Meier
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Tempi più lunghi del previsto per il ponte Meier

Abbiamo incontrato Marica Venturino, della Soprintenza per i Beni Archeologici del Piemonte, per fare il punto della situazione: “i rilievi effettuati sono interessanti ma ancora insufficienti. C'è un ritardo sulla tabella di marcia ma aspettiamo di incontrare la nuova amministrazione per capire di quanto slitteranno i lavori”

Abbiamo incontrato Marica Venturino, della Soprintenza per i Beni Archeologici del Piemonte, per fare il punto della situazione: ?i rilievi effettuati sono interessanti ma ancora insufficienti. C'è un ritardo sulla tabella di marcia ma aspettiamo di incontrare la nuova amministrazione per capire di quanto slitteranno i lavori?

Ecco un nuovo tassello a complicare la vicenda che lega l’ormai “fu” ponte Cittadella e la costruzione del nuovo ponte Meier. Prima dell’installazione dei cantieri veri e propri per la costruzione del nuovo ponte alessandrino infatti sono previsti alcuni rilievi da parte della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo Antichità Egizie, ente che fa capo al Mistero per i Beni e le Attività Culturali. L’obiettivo degli scavi è quello di ricostruire con precisione quali reperti contenga l’area oggetto dei futuri lavori, così da deliberare una volta per tutte il via libera alla costruzione dell’opera e non dover più fermare le operazioni in seguito. Senonché qualche intoppo si sta verificando, e i lavori si sono temporaneamente arenati. Abbiamo incontrato Marica Venturino, una dei responsabili dei rilievi in corso, per fare il punto della situazione.

Quali rilievi sono già stati compiuti da parte della Soprintendenza?
Prima di ottenere il via libera per la partenza dei lavori di una nuova opera quale sarà il ponte Meier è necessario eseguire degli scavi intorno ai resti del precedente “ponte Cittadella” per appurare eventuali reperti presenti e l’interesse archeologico che l’area potrebbe avere. Questo genere di sondaggi sono una prassi in materia di opere pubbliche e sono regolati dal Decreto Legislativo 163/2006, artt. 95-96. Le prime verifiche archeologiche sono state effettuate fra febbraio e marzo 2012.
In particolare, sono state individuate due differenti aree dove eseguire gli scavi preliminari sulle due teste del vecchio ponte. Un cantiere è stato insediato dal lato della città nell’area prospiciente Lungo Tanaro Solferino mentre, sul lato della Cittadella, il cantiere ha interessato l’imbocco del ponte nell’area antistante via Pavia

Chi finanzia questi scavi? Cosa è emerso finora?
L’indagine viene effettuata con fondi del Comune di Alessandria (sotto la direzione scientifica di Marica Venturino e Alberto Crosetto, funzionari della Soprintendenza con competenza territoriale sulla provincia di Alessandria ndr). Dai rilievi è stata messa in luce una situazione stratigrafica che si sviluppa su un arco cronologico esteso dal XVII secolo fino al secolo scorso (in pratica si tratta di reperti appartenenti a più periodi che vanno individuati, catalogati e distinti ndr). Particolarmente importante è stata l’identificazione dell’arcata “in secca” del “ponte della Cittadella” del 1891. Oltre alle indagini sul campo, per approfondire gli studi ci siamo avvalsi anche di documenti dell’Archivio di Stato di Alessandria e della documentazione fotografica del Comune. Questi documenti ci hanno permesso di trovare riscontri interpretativi molto interessanti: in particolare le fotografie fornite dal Comune di Alessandria hanno permesso di riconoscere con certezza alcune strutture riguardanti il complesso militare di Porta Sorella, che, insieme alla Rocchetta, costituiva, almeno alla metà del XVII secolo, il sistema difensivo di accesso ad Alessandria dal ponte sul Tanaro, prima dell’edificazione della Cittadella.
Sulla base delle ricerche effettuate presso l’Archivio di Stato di Alessandria è stato inoltre possibile identificare tracce dell’edificio di Porta delle Vigne, sulla sponda opposta alla città, presente in una planimetria “a volo d’uccello” datata 1655. La Porta Sorella compare ancora nel catasto sabaudo (ca. 1770-1780), mentre risulta demolita all’atto della redazione del catasto napoleonico fra il 1803 e il 1805. È presumibile che, anche se in assenza di conferme documentarie, analoga sorte abbia subito anche Porta delle Vigne negli stessi anni.

I lavori si possono ritenere conclusi? 
La conclusione della fase di Verifica preventiva dell’interesse archeologico (VPIA) ha evidenziato la presenza di stratificazioni e di strutture archeologiche proprio nelle due aree interessate dall’appoggio delle progettate fondazioni delle testate del nuovo ponte sulla terraferma. Alla luce di questi rilievi sarà necessaria una successiva indagine archeologica più approfondita, così da comprendere in dettaglio la successione stratigrafica e analizzare come e con che rilevanza l’area sia stata utilizzata in passato. In pratica, serviranno altri lavori prima di procedere con il vero via libera alla costruzione del nuovo ponte.

I tempi, però, si stanno dilatando…
Il ritardo non è determinato dalle indagini archeologiche, ma dal fatto che, con il cambio di amministrazione di Palazzo Rosso e i relativi dirigenti, non c’è ancora stata la possibilità di fare un nuovo punto della situazione: in passato ci è stato assicurato che le risorse economiche c’erano e che la tempistica era stata accordata alle lavorazioni delle imprese. Dopo l’elezione del nuovo sindaco sarà necessario trovarsi per capire con che tempistiche procedere; il nostro parere dopo la VPIA è dello scorso 30 maggio. Le procedure di verifica preventiva prevedono appunto indagini preliminari (art. 95) e indagini archeologiche in estensione (art. 95) in modo che poi l’avvio delle opere non abbia ulteriori impedimenti nello spirito di una leale collaborazione tra settori diversi della pubblica amministrazione. 

Quello che resta ora da capire è se effettivamente il Comune, in una fase economica così delicata, non avrà problemi a erogare la prossima tranche di finanziamento agli scavi e a questo punto con quale ritardo potrebbero partire i lavori di costruzione veri e propri.
 

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