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“Niente pulizia dei fossi, non ci sono soldi per l’escavatore”
Alla prima commissione Ambiente, presieduta da Claudio Lombardi, sono emerse ancora molte criticità del sistema idrico alessandrino, dal pilone costruito nell'alveo del rio Loreto alla pulizia dei fossi che non è stata portata avanti perchè il Comune non ha i mezzi meccanici adeguati
Alla prima commissione Ambiente, presieduta da Claudio Lombardi, sono emerse ancora molte criticità del sistema idrico alessandrino, dal pilone costruito nell'alveo del rio Loreto alla pulizia dei fossi che non è stata portata avanti perchè il Comune non ha i mezzi meccanici adeguati
I nodi vengono al pettine e quelli relativi al sistema idrico alessandrino sono stati evidenziati tutti nel corso della prima commissione Ambiente, convocata del presidente Claudio Lombardi (nella foto). L’ordine del giorno riguardava il sistema idrico cosiddetto “minore”, il rio Loreto, in particolare, che manda in crisi interi quartieri ogni volta che piove in modo più abbondante. Si è parlato, anche, a volo d’uccello di tutte le problematiche connesse ai fiumi e alle piene. Questioni in sospeso, come i lavori che Aipo, l’autorità competente sui grandi corsi d’acqua, dovrebbe aver appaltato per circa 10 milioni di euro. Se ne parlerà ancora, “con le carte in mano”, come ha chiesto il commissario ed ex sindaco Piercarlo Fabbio. Senza andare a cercare interventi milionari, casse di laminazione (“che mai verranno fatte”, profetizza Fabrizio Priano) quel che è emerso è che anche i rii minori di problemi ne creano eccome. Lo hanno dimostrato gli eventi atmosferici dell’autunno scorso, con Spinetta a bagno per il rio Lovassina e le zone dell’Osterietta e San Michele ostaggio del Loreto ad ogni pioggia copiosa. Sotto accusa è finito un pilone della tangenziale che poggia proprio nell’alveo del rio. “Un problema noto da tempo, che abbiamo fatto presente sia all’Aipo che alla Regione. Ma la conferenza dei servizi, a suo tempo, aveva dato il via libera e a questo punto non dipende più da noi”, dicono i tecnici, l’architetto Alessandra Gazzina e l’avvocato Pier Francesco Crotti.
La domanda del neo consigliere Domenico Di Filippo del Movimento 5 stelle è lecita: “ma il comune ha chiesto i danni?” La risposta considerata “ovvia” dai decani: “in conferenza dei servizi, all’epoca, era presente anche il comune e ora non può chiedere i danni a se stesso”, dicono Fabbio e Priano. Secondo l’ex sindaco l’unico vero nodo è la chiavica sul rio Loreto, un sistema che consentirebbe di regolare il deflusso nel Tanaro quando questi ingrossa e provoca l’effetto rigurgito”, spingendo le sue acque lungo il rio e allagando le terre circostanti, invece di accogliere quelle del piccolo affluente. Costo previsto, 4 milioni di euro circa. Che, però, non ci sono.
Lombardi evidenzia “una situazione problematica, con interventi quasi mai strutturati in modo razionale”. I soldi per interventi decisivi “sono finiti”, è la morale. Quelli di Aipo, della Regione e quelli del Comune che non riesce a garantire neppure i mezzi meccanici per la pulizia dei fossi: “era stato siglato un accordo con le associazioni di categoria degli agricoltori i quali avrebbero provveduto allo spargimento o smaltimento delle terre prelevate dai fossi. Ma il nostro ufficio tecnico non ha i mezzi meccanici per pulirli. Il vecchio escavatore è ormai inutilizzabile”. Costerebbe circa 90 mila euro un mezzo. “Non è necessario acquistarlo, basterebbe noleggiarlo quando serve” propone la commissaria Marica Barrera. “Temo dovrà decidere il commissario”, taglia corto il consigliere Giorgio Abonante.