Cooperative in crisi: tagliati 11 lavoratori, ma a rischiare sono in 180
Dal 1 luglio Amiu ha deciso di non rinnovare lappalto per il servizio Spazzacity alle cooperative sociali Lavoro Liberazione, Coompany & e Marcondiro. Appello delle cooperative: situazione drammatica, vantiamo un credito di 800 mila euro, rischiamo il collasso
Dal 1 luglio Amiu ha deciso di non rinnovare l?appalto per il servizio ?Spazzacity? alle cooperative sociali Lavoro Liberazione, Coompany & e Marcondiro. Appello delle cooperative: ?situazione drammatica, vantiamo un credito di 800 mila euro, rischiamo il collasso?
I primi effetti della sofferenza economica che ha colpito il Comune di Alessandria e le sue partecipate non si fanno aspettare e il quadro che si va componendo è purtroppo carico di incertezza e preoccupazione. Ecco l’accorato appello che è stato lanciato nei giorni scorsi dal mondo delle cooperative sociali: Il servizio di spazzamento manuale delle strade, inserito sempre nello stesso appalto, è svolto prevalentemente con i tricicli, ed attualmente impiega 11 persone.
Gli operatori si occupano dello spazzamento delle vie del centro storico, della pulizia delle aiuole, e delle aree attorno ai bidoni della raccolta differenziata posti su strada in tutti i quartieri di Alessandria e sobborghi.
Questi servizi sono stati accolti fin dall’inizio con grande entusiasmo sia dalla cittadinanza che dalla committenza che hanno registrato un evidente cambiamento nella cura della città.
Le cooperative sono state informate con un preavviso di soli 3 giorni della chiusura del servizio ed oggi vivono con un ovvio sgomento la forte incertezza sul futuro degli 11 lavoratori e delle rispettive famiglie.
A questo sgomento si aggiunge anche grande preoccupazione rispetto alla possibilità di continuare a garantire gli stipendi ed il lavoro alle 180 persone complessivamente occupate nelle cooperative sociali sopra indicate, perché da quasi un anno non riescono ad entrare in possesso dei crediti vantati verso l’AMIU che ormai ammontano ad oltre 800.000,00 Euro.
Le cooperative si rendono conto che l’attuale situazione drammatica è frutto delle scelte compiute durante la precedente amministrazione comunale ma non possono sopportare oltremodo questa prolungata mancanza di liquidità e la perdita del lavoro di 11 persone.
Ricordiamo che l’attività principale delle cooperative sociali è l’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati; questo significa che buona parte delle persone che “rimarranno a casa” proviene dalle categorie protette, come ad esempio l’handicap fisico e psichico, e che la scelta dell’AMIU ricadrà pesantemente sulle famiglie, sui servizi sociali e conseguentemente sulla collettività.
Il direttore generale di Amiu, Piercarlo Bocchio, raggiunto telefonicamente ha preferito non rilasciare dichiarazioni. Rossella Foco, presidente di Lavoro Liberazione, spiega: “attualmente resta in piedi il contratto per la raccolta differenziata che ancora viene effettuato in centro città e che coinvolge 15 operatori tra tutte e tre le cooperative, impegnati fino al 31 dicembre 2012. Anche per questi lavoratori però non abbiamo alcuna notizia sulla volontà di proseguire il servizio oltre quella data, e francamente per noi diventa molto difficile continuare a pagare gli stipendi come abbiamo sempre fatto finora se non rientreremo al più presto in possesso dei nostri crediti. Gli 11 lavoratori lasciati a casa difficilmente potranno essere reimpiegati su altri servizi, anche visto il quadro complessivo di forte crisi che caratterizza il mercato, non solo pubblico ma anche privato. Per gli 11 lavoratori la prospettiva è ora quella di poter accedere alla cassa integrazione in deroga, ma questa non può che essere una soluzione di passaggio, e non priva comunque di gravi ripercussioni per le famiglie coinvolte. Speriamo quanto prima in un incontro con l’Amministrazione comunale per capire cosa aspettarci in futuro e poter esporre tutte le nostre difficoltà. A rischiare altrimenti saranno tutti i nostri soci lavoratori, perché le risorse per pagare con costanza gli stipendi sono ridotte al minimo”.
La situazione forse più preoccupante è però quella che riguarda gli ormai enormi crediti che le cooperative possono vantare nei confronti del Comune e delle sue partecipate: 800 mila euro solo nei confronti di Amiu da parte della cooperativa Lavoro Liberazione, vale a dire più del 40% del bilancio complessivo della stessa: cifre importanti che rischiano di venire liquidate dai commissari che cureranno il dissesto del Comune solo al 40-50%, mettendo letteralmente in ginocchio le cooperative. Spiega Ettore Libener, presidente di Azimut: “noi stiamo anticipando da tempo fondi per pagare con regolarità gli stipendi, e per fare questo, non ricevendo ciò che ci spetterebbe, siamo costretti a ricorrere alle banche, indebitandoci e pagando interessi sempre maggiori. Questa situazione sta diventando però cronicamente insostenibile, ed è particolarmente frustrante visto che invece i nostri bilanci sarebbero sani e anzi, spesso, non solo in pareggio ma in utile”.
In conclusione, un accorato appello congiunto: “come si può pensare di mandare in crisi quelle realtà che per prime costituiscono uno scudo sociale contro il disagio e che, oltre a fornire servizi essenziali per il Comune, lo fanno impiegando persone svantaggiate e appartenenti a categorie protette?”. La speranza è che le parti possano incontrarsi già dai prossimi giorni e che venga delineata una strategia efficace per tutelare un comparto così delicato e prezioso.