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Gli edili ai Comuni: “piccole infrastrutture per fare ripartire il lavoro”
Presentata a Roma la proposta degli edili per far ripartire il settore attraverso il recupero di immobili fatiscenti nei centri storici. "A livello locale sarebbe importante dare impulso ad una serie di piccole infrastrutture per dare lavoro alle imprese"
Presentata a Roma la proposta degli edili per far ripartire il settore attraverso il recupero di immobili fatiscenti nei centri storici. "A livello locale sarebbe importante dare impulso ad una serie di piccole infrastrutture per dare lavoro alle imprese"
“Se le piccole imprese edili chiudono, le prime a rimetterci saranno le famiglie”. E’ una visione cupa quella di Luigi Tosi, direttore del Collegio costruttori alessandrini. Anche i sindacati, in una recente conferenza stampa tenuta da Cgil, parlavano di una crisi che ha colpito duro soprattutto il settore del mattone: 132 aziende che hanno chiuso in un anno e 741 posti di lavoro andati in fumo.
“Noi stiamo raccogliendo in questi giorni i dati per stilare il rapporto annuale che uscirà a luglio”, dice Tosi. E il tono della voce non lascia presagire nulla di buono anche se di numeri ancora non ne vuole dare. “I dati sono ancora in fase di lavorazione”, ribadisce.
Intanto ieri, a Roma, l’associazione nazionale costruttori ha presentato al governo una serie di proposte per portare avanti investimenti nel settore delle infrastrutture, a partire dalla grandi città, per la riqualificazione di edifici dismessi o in disuso soprattutto nei centri storici. Ce ne sono anche in provincia, basta girare per le vie cittadine per rendersene conto. “Il punto è che se si tratta di edifici pubblici, con i tempi che corrono, le amministrazioni non hanno fondi da investire; se si tratta di edifici privati, men che meno, se non si sblocca prima il sistema del credito”, spiega Tosi.
I costruttori, il passo a livello governativo, lo hanno fatto. “Ora tocca al governo decidere se accogliere o meno le proposte e investire nel settore. A quel punto si inizierà dalle opere nelle grandi città, ma anche noi, mi auguro, saremo chiamati a dire la nostra”. Quella presentata ieri al governo Monti, al direttore degli edili sembra però “una proposta che si potrebbe sviluppare nel tempo, ma occorrono anche interventi a breve”.
Ecco perchè anche gli occhi di Alessandria sono puntati su Roma per la modifica dell’aliquota deducibile in caso di ristrutturazione che potrebbe passare dal 36 al 50%. “Sarebbe una misura che potrebbe aiutare a fare ripartire il mercato delle ristrutturazioni”, dice il direttore Tosi.
“Altrettanto importante sarebbe dare impulso da parte degli enti locali ad una serie di piccole infrastrutture per dare lavoro alle aziende. Arriviamo al punto in cui le imprese sono ferme per troppo tempo per mancanza di lavoro”.