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Sotto la Prefettura per ricordare la strage di Capaci
Cgil, Cisl e Uil hanno organizzato, in occasione dell'anniverasio della strage di Capaci, un presidio sotto la Prefettura di Alessandria. Un giorno per ricordare un eroe dell'antimafia e per tenere alta l'attenzione sulla legalità e la convivenza civile
Cgil, Cisl e Uil hanno organizzato, in occasione dell'anniverasio della strage di Capaci, un presidio sotto la Prefettura di Alessandria. Un giorno per ricordare un eroe dell'antimafia e per tenere alta l'attenzione sulla legalità e la convivenza civile
In tutta Italia ieri, 23 maggio, si è commemorato l‘anniversario della strage di Capaci. Vent’anni fa, uno dei simboli della lotta alla mafia, Giovanni Falcone, venne ucciso da una bomba piazzata sull’autostrada A29. La tremenda esplosione costò la vita, oltre che al giudice, a Francesca Morvillo, moglie di Falcone, e tre agenti della scorta. Cosa Nostra lanciava il guanto di sfida allo Stato.Anche Alessandria ha voluto ricordare il triste anniversario con un presidio organizzato da Cgil, Cisl e Uil sotto la Prefettura di Alessandria. Tenere alta l’opinione pubblica sui valori della legalità e della convivenza civile, difendere la democrazia e condannare la violenza: questi i motivi della manifestazione, a cui va aggiunta la condanna per il delitto vile di Brindisi.
Una cinquantina i partecipanti muniti di bandiere presenti alle ore 17 sotto Palazzo Ghilini. La partecipazione è stata buona, portando nel cuore della vita cittadina il ricordo di uomini esemplari come il giudice Falcone e Paolo Borsellino.
“Sono quattro giorni di fatto che in Alessandria si ricorda quello che è successo -ha detto Carlo Piccini, dell’associazione Libera Alessandria– Da sabato con il corteo per l’attentato di Brindisi, alla veglia di domenica, fino ad oggi. È importante la memoria di questi episodi, non solo come fatto in sé ma anche per dare l’impulso che quanto successo anni fa sia uno stimolo per reagire a fatti del genere e alle mafie in genere. C’è poi un ulteriore motivo oltre a quanto successo a Brindisi e all’anniversario di Capaci. Ieri è stato sciolto per ‘ndrangheta il Comune di Rivarolo Canavese, un altro episodio in Piemonte dopo quello di Leinì di pochi mesi fa. Per noi è importante sottolineare la presenza della mafia nella nostra regione, con ispettori su tutto il territorio che stanno monitorando altri comuni. Le mafie 20 anni fa al Sud sono quelle che abbiamo anche in Piemonte oggi”