“Fuori gli indagati dalla pubblica amministrazione”
Il candidato Rita Rossa sottoscrive un codice etico per "stabilire l'incompatibilità di incarichi pubblici per chi ha procedimenti penali in corso per reati di mafia o contro la pubblica amminsitrazione" e invita il candidato Fabbio a fare altrettanto. "Lo sottoporrò in consiglio comunale", aggiunge Rossa
Il candidato Rita Rossa sottoscrive un codice etico per "stabilire l'incompatibilità di incarichi pubblici per chi ha procedimenti penali in corso per reati di mafia o contro la pubblica amminsitrazione" e invita il candidato Fabbio a fare altrettanto. "Lo sottoporrò in consiglio comunale", aggiunge Rossa
Un impegno sottoscritto nero su bianco a “non affidare incarichi di giunta o fiduciari a chiunque sia indagato per reati di mafia o contro la pubblica amministrazione”. Lo ha siglato questa mattina il candidato alla carica di sindaco Rita Rossa nella sede della Casa di Quartiere, insieme a Marica Barrera e Fabio Scaltritti, dell’associazione San Benedetto al Porto. “Anche da questo impegno vuole passare il rinnovamento e la rinascita della città. Proporrò anche al candidato Piercarlo Fabbio di sottoscrivere il codice che verrà sottoposto all’attenzione del Consiglio Comunale alla prima seduta utile”.Il codice etico riprende quello proposto “e già sottoscritto”, precisa la candidata, da Libera. “Un impegno che non deve restare solo sulla carta, ma tradursi in fatti concreti”.
Il primo “fatto”, in caso di vittoria della coalizione di centro sinistra, sarà quello “di non nominare in giunta o in aziende partecipate chi è indagato o ha subito condanne, ancorché non definitive, ma anche di rimuovere da incarichi chi si trova in situazioni di non trasparenza”, precisa Rita Rossa.
Punto qualificante del codice, ribadisce Marica Barrera, candidata nella lista Insieme di Rita Rossa, l’impegno “a stabilire che esista un’incompatibilità di incarico per tutti coloro che dovrebbero ricoprire o già ricoprono incarichi fiduciari se hanno in corso un procedimento penale o, a maggior ragione, hanno subito una condanna (anche se non definitiva) per reati di mafia o contro la Pubblica Amministrazione”.
“Penso che in un momento come questo in cui la forbice tra il mondo politico e la società civile è sempre più ampia – aggiunge la candidata sindaco del centrosinistra – gli amministratori debbano sapere mettere in campo le loro competenze, le loro energie e lavorare con la massima trasparenza e lealtà. Dobbiamo dimostrare che sono finiti i privilegi dei pochi, “l’importanza delle giuste conoscenze” e far capire cosa vuol dire davvero bene comune a coloro che hanno deciso di darci fiducia per essere rappresentati”.
La conferenza stampa alla Casa di Quartiere, è stata anche l’occasione per mettere a tacere in modo formale le voci che da qualche tempo stanno circolando in città in merito alla sua presunta volontà di costruire ad Alessandria, al posto dello stadio Moccagatta, una moschea.
“Non è nostra intenzione e non sarebbe neppure nelle prerogative di una pubblica amministrazione la quale. Sarebbe casomai compito dei fedeli di qualunque confessione religiosa. Compito di una pubblica amministrazione, casomai, quella di dare o meno le concessioni edilizie, al pari di quanto accaduto ad Acqui Terme”.