La “guerra” dei conti tra palazzo Rosso e palazzo Ghilini
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La “guerra” dei conti tra palazzo Rosso e palazzo Ghilini

Si alzano i toni della polemica alla vigilia del ballottaggio: il Pdl e Piercarlo Fabbio accusano l'amministrazione provinciale di aver “occultato” l'istruttoria della Corte dei Conti sul consuntivo 2010 della Provincia. L'assessore provinciale Comaschi ribatte. “non è vero, se ne è parlato anche in consiglio provinciale ed è tutto verbalizzato” (DOCUMENTO ALL'INTERNO)

Si alzano i toni della polemica alla vigilia del ballottaggio: il Pdl e Piercarlo Fabbio accusano l'amministrazione provinciale di aver ?occultato? l'istruttoria della Corte dei Conti sul consuntivo 2010 della Provincia. L'assessore provinciale Comaschi ribatte. ?non è vero, se ne è parlato anche in consiglio provinciale ed è tutto verbalizzato? (DOCUMENTO ALL'INTERNO)

Si alzano i toni del dibattito politico alla vigilia del ballottaggio per la scelta del sindaco della città di Alessandria e la polemica investe anche palazzo Ghilini, sede della Provincia, guidata da una amministrazione di centro sinistra. A partire all’attacco è stato il candidato Piercarlo Fabbio e, con lui, la dirigenza del Pdl, (Luca Rossi, Nicola Sirchia, l’onorevole Franco Stradella, gli onorevoli Emanuela Repetti e Sandro Biondi). Non ci sta l’amministrazione provinciale che ribatte punto per punto, respingendo al mittente le accuse di “occultamento” dei controlli della Corte dei Conti, tanto che se ne era parlato anche il consiglio provinciale, in occasione dell’approvazione del bilancio 2011.
L’occasione “ghiotta”, colta al volo da Fabbio, contro l’avversario candidato Rita Rossa (vice presidente della provincia) era stata la nota della Corte dei Conti, capitata tra le mani dei consiglieri provinciali di centro destra, in cui l’ente di controllo faceva le pulci al bilancio provinciale consuntivo 2010. La nota parlava di un ricorso ad anticipazioni di tesoreria “per importi elevati e per un numero considerevole di giorni” e il mantenimento nel bilancio residui attivi anteriori all’anno 2007.
Per Fabbio, significa che “se l’amministrazione provinciale cancellasse i crediti inesigibili dal bilancio andrebbe in disavanzo. In bilancio sono indicati 264 milioni di debiti, a fronte di un patrimonio di 107 milioni. A questi vanno aggiunti, inoltre 14 milioni di crediti inesigibili. Il tutto è aggravano dal ricorso per finanziare la parte corrente di quote di mutui”. Insomma, “la situazione di difficoltà in cui versano le amministrazioni pubbliche sta venendo fuori, non solo per il comune di Alessandria”. E’ un macigno quello che Fabbio si vuole togliere dalle scarpe. “Ci hanno dato dei ladri. Noi non lo faremo, così come non ricorreremo alla magistratura, convinti che la politica si debba fare nelle sedi democratiche e non nelle aule di tribunale”, dice. Il Pdl insiste sul “tentativo di occultare” una “istruttoria in corso”. “Le notizie che sono state rese pubbliche soltanto oggi, secondo cui la Corte dei Conti ha aperto un’inchiesta sul bilancio della provincia, pongono gravi interrogativi. – sostiene il coordinatore provinciale Emanuela Repetti – Ci chiediamo come sia stato possibile che la stampa e l’opinione pubblica non abbiano potuto apprendere fino ad ora di una inchiesta a carico dell’amministrazione provinciale tenuta debitamente occulta dalla sinistra”. Rincara la dose il coordinatore nazionale Bondi: “siamo difronte ed esponenti politici che hanno tenuto nascosto una indagine della magistratura contabile, proprio alla vigilia delle elezioni”. Antonio Maconi, che è anche consigliere provinciale: “siamo sconcertati dalla opacità della gestione dei documenti e delle informazioni che giungono al Consiglio”.

Ma è proprio sulla questione trasparenza che l’amministrazione provinciale ribatte.
“Noi non abbiamo occultato niente! Oggi, come sempre, perché non è nostra abitudine nascondere le cose”. Con queste parole inizia la replica dell’assessore al Bilancio della Provincia di Alessandria, Gian Franco Comaschi, dopo le affermazioni del sindaco Piercarlo Fabbio. Dall’assessore viene consegnato il testo “sbobinato” del Consiglio provinciale che si è tenuto in data 2 maggio e nel quale lo stesso Comaschi ha parlato e ha fatto riferimento a questa “pronuncia della Corte dei Conti sul Bilancio consuntivo 2010” e sulle indicazioni che l’ente di controllo sta dando anche per il Rendiconto 2011, soprattutto sulle questioni dell’anticipazione di cassa e sui residui attivi e passivi dell’Ente.
“Che ci siano delle difficoltà, come per tutti gli Enti in questo periodo, noi l’abbiamo sempre dichiarato – prosegue Comaschi – Saremmo un ente anomalo se così non fosse. Ma il nostro metodo è sempre stato quello di esporre le difficoltà, trattarle e non certo occultarle, come ci accusano di fare”.
La Provincia “ha la coscienza a posto”, sintetizza l’assessore, insieme al direttore generale, Gianni Mogni, “e ora non possiamo più stare zitti. Non possiamo più permettere che vengano dette cose false e gravi. Oserei quasi dire infamanti”.
Infatti tornando sulla pronuncia della Corte dei Conti, i due amministratori – con totale serenità – spiegano la “normalità” della procedura: “è ordinaria amministrazione. E’ un’attività normale, ordinaria, definita dalla stessa Corte dei Conti di collaborazione, visto che questo organo di controllo dà dei suggerimenti all’Ente”.
La pronuncia che ha fatto “scalpore” è stata protocollata nelle prime ore del pomeriggio di lunedì 30 aprile. Ma – come spiegano sia Comaschi che Mogni – c’è tutto un iter prima di arrivare al documento della Corte dei Conti, che è di normale amministrazione ed è proprio di tutte le Provincie e gli Enti d’Italia dal 2005. Anno dal quale c’è una normativa che prevede un “controllo successivo a quello interno dell’ente per i bilanci consuntivi, di ogni anno”, ha spiegato il direttore generale. “E’ un rapporto collaborativo che si instaura dopo ogni rendiconto approvato, con la compilazione di questionari da parte degli amministratori della Provincia”. Questi questionari vengono mandati alla Corte dei Conti che richiede delle controdeduzioni al Collegio dei Revisori dei Conti e che, solo dopo un’attenta comparazione delle due documentazioni, si esprime con una pronuncia per “avvertire” su quelle che potrebbero diventare delle preoccupazioni per l’Ente. “Infatti nella pronuncia – replica Comaschi alle affermazioni del sindaco Fabbio – non si dice che ci sono irregolarità, ma che ‘per non incorrere in gravi irregolarità…’ sarebbe meglio tenere sotto controllo alcuni temi”. Sono quindi dei “rilievi” sulle anticipazioni di cassa, ad esempio, che sono quasi inevitabili per una Provincia, “nel nostro caso, sanabili se lo Stato erogasse i 9 milioni che ancora aspettiamo, e per i quali abbiamo mandato anche una lettera di sollecito in data 7 maggio”.

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