Quanto “costa” un voto? Da 48 centesimi a 21 euro
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Quanto “costa” un voto? Da 48 centesimi a 21 euro

Quanto ha reso la campagna elettorale sulla base dei budget di spesa dichiarati dai candidati? “L’investimento” migliore in rapporto ai risultati è quello di Angelo Malerba che “spende” 48 centesimi a voto. Il peggiore quello del candidato Luisella Daziano alla quale ogni voto raccolto è “costato” 21,12 euro

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Chi più spende, meno spende, recita un vecchio adagio. Che, applicato alle amministrative 2012 di Alessandria potrebbe tradursi in: chi più spende più voti raccoglie. Parrebbe proprio così, a prima vista, mettendo a confronto i budget preventivati per la campagna elettorale e i risultati ottenuti alle urne. Ma a ben vedere (e in linea puramente teorica), il miglior investimento spesa/risultati è quello di Angelo Malerba, candidato del Movimenti 5 Stelle che ha speso poco e “raccolto” molto.
Come di deduce il dato? I candidati sindaci avevano depositato all’ufficio elettorale un preventivo di spesa, che dovrà poi essere confermato ad elezioni concluse.
In testa alla classifica degli investimenti in promozione e informazione c’era la coalizione a sostegno di Rita Rossa che dichiarava di avere un budget di 192 mila euro complessivi, di cui 145 mila tirati fuori dalle tasche del partito principale, il Pd. Conti alla mano, tenendo conto che il numero totalizzato di elettori è stato di 17.147, ogni voto è “costato” 11,19 euro (20,28 euro al Pd). Ben inteso, non si tratta di moneta sonante corrisposta ad ogni elettore, ma della costo teoricamente investito in campagna elettorale e che quindi ha avuto come ritorno il voto.
Piercarlo Fabbio non aveva chiarito se i 52 mila euro erano complessivi per la coalizione o ripetibili per ogni lista. Prendendo per buono quanto dichiarato dal suo staff e dal suo assessore al bilancio Franco Trussi, ossia che l’investimento di 52 mila vanno intesi complessivamente tra tutte le sette liste, ogni voto è “costato” 6.56 euro, essendo i voti 7.917.
In ordine di budget, la Lega Nord ha investito per il candidato Roberto Sarti, 21 mila euro. Avendo preso 2.588 voti risulta che ogni preferenza è “costata” 8,30 euro.
Si scende a 18 mila euro di spese dichiarate per Luisella Daziano, della lista TuAlessandria che ha raccolto 852 voti, “pagati” ben 21,12 euro ciascuno. Il peggior investimento della campagna elettorale, se il budget sarà confermato.
Nella media Gianni Barosini (Udc) che ha speso 23 mila euro ed ha incassato 3.534 voti (6,76 euro a voto).
Il candidato Mara Scagni era disposta ad investire sulla sua elezione 6.800 euro. Tenuto conto delle sue 922 preferenze, avrebbe speso per ogni voto 7,37 euro.
E’ andata decisamente meglio al candidato del Movimento 5 Stelle che aveva preventivato un budget di solo 2.500 euro. Ad elettore avrebbe speso quindi solo 48 centesimi.
Campagna al risparmio anche Graziano Canestri che ha investito 150 euro ma ha raccolto 208 voti, “costati” quindi 78 centesimi ciascuno. Il primato resta quindi a Malerba.
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