Il Comune di Alessandria verso l’addio al Cissaca?
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Il Comune di Alessandria verso l’addio al Cissaca?

Mentre prosegue il confronto fra avvocati dell’Ente socio assistenziale e dell’Amministrazione comunale in merito all’ingiunzione di pagamento da più di 8 milioni di euro, in una lettera inviata dal Ragioniere Capo Ansaldi al Cissaca si indicherebbe la volontà da parte del Comune capoluogo di lasciare il Consorzio

Mentre prosegue il confronto fra avvocati dell?Ente socio assistenziale e dell?Amministrazione comunale in merito all?ingiunzione di pagamento da più di 8 milioni di euro, in una lettera inviata dal Ragioniere Capo Ansaldi al Cissaca si indicherebbe la volontà da parte del Comune capoluogo di lasciare il Consorzio

I rapporti fra Palazzo Rosso e il Consorzio dei Servizi Socio Assistenziali di Alessandria sembrano sempre più tesi e ormai giunti sulla soglia di un punto di non ritorno. A testimoniarlo e ad aprire nuovi scenari e interrogativi all’orizzonte ci sarebbe una lettera, firmata da Paolo Ansaldi, Direttore dello Staff Economico Finanziario del Comune, che sarebbe stata fatta pervenire ai massimi vertici del Cissaca nelle scorse ore. All’interno, scritta nero su bianco, ci sarebbe esplicitata l’intenzione dell’Amministrazione di Alessandria di revocare la funzione di gestione dei servizi sociali affidata finora al Consorzio Cissaca. Già nei giorni scorsi, a seguito della volontà da parte del Cissaca di proseguire con l’iter di ingiunzione di pagamento nei confronti del Comune di Alessandria (che deve all’Ente più di 8 milioni di euro), era trapelata più di un’indiscrezione sulla presa di posizione forte di Palazzo Rosso, che preferirebbe troncare una volta per tutte i rapporti con il consorzio e valutare nuove strade per l’assegnazione della funzione di gestione dei servizi socio assistenziali.

D’altronde, una scelta del genere lascerebbe più di una perplessità, sia perché la stessa non eviterebbe il pagamento di tutti gli arretrati dovuti, sia perché si tratterebbe di una decisione strategica di grande portata e dalle ricadute molto importanti presa proprio a poche settimane dalle elezioni amministrazioni previste per il 6 e 7 maggio. Per ora nessuna decisione ufficiale è stata presa al riguardo, anche perché per renderla operativa servirebbe l’approvazione del Consiglio comunale. Qualora però la notizia dovesse trovare riscontro nei prossimi giorni, e dovesse ottenere la necessaria approvazione in Consiglio, si aprirebbe l’iter previsto dal regolamento del Consorzio, sottoscritto da tutti i Comuni membri. Per poter recedere dalla gestione associata del Cissaca infatti, è necessario darne comunicazione con 6 mesi di anticipo all’Ente, e gli effetti sarebbero comunque validi a partire dal 1 gennaio dell’anno successivo, in questo caso il 2013, data per la quale però il Consorzio così come è strutturato ora non potrà comunque più esistere, vista la necessità per legge che venga sciolto entro il 31 dicembre 2012. Al suo posto i Comuni consorziati hanno proposto di dare vita a una Unione di Comuni per gestire unitariamente le funzioni socio-assistenziali, ma in questo quadro sembrerebbero diminuire le chances che di questa unione faccia parte anche il Comune capoluogo. Un vero e proprio rebus, visto che Alessandria è probabilmente fondamentale perché l’Unione si regga nel tempo e, parallelamente, è difficile ipotizzare una gestione in maniera autonoma dei servizi sociali necessari per la città così come sono strutturati ora, considerando che Alessandria riceve dal consorzio servizi per un importo totale equivalente a circa tre volte tanto la somma versata come contributo per il consorzio.

L’Assessore con delega alle Politiche di solidarietà sociale di Alessandria, Teresa Curino, per ora preferisce non sbilanciarsi, spiegando: “ho appreso della lettera inviata da Paolo Ansaldi da un giornale locale, non ho informazioni aggiuntive a riguardo se non che attualmente la situazione è immutata rispetto a qualche giorno fa. Questa è una vicenda di tipo tecnico e amministrativo, che riguarda aspetti di gestione di bilancio e scelte strategiche complessive che non mi competono”.

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