Cissaca: fiato sospeso su tre fronti
In attesa di conoscere l'entità dei prossimi trasferimenti finanziari regionali, cresce lattesa per capire quale sarà la nuova formula adottata dopo lo scioglimento imposto per legge. Intanto prosegue il dialogo fra avvocati con il Comune di Alessandria dopo lingiunzione di pagamento presentata le scorse settimane
In attesa di conoscere l'entità dei prossimi trasferimenti finanziari regionali, cresce l?attesa per capire quale sarà la nuova formula adottata dopo lo scioglimento imposto per legge. Intanto prosegue il dialogo fra avvocati con il Comune di Alessandria dopo l?ingiunzione di pagamento presentata le scorse settimane
Tre sono le questioni che in questi giorni tengono banco per quel che riguarda il Consorzio di Servizi Socio Assistenziali di Alessandria. Nessuna di queste a oggi ha un esito scontato, ma quel che è certo è che le prossime settimane saranno decisive. Da un lato la recente approvazione del ddl sulla Sanità, in attesa della votazione del Piano Sanitario Regionale, ha portato con sé novità interessanti. Dopo un serrato confronto fra maggioranza e opposizione infatti, paiono confermati per il prossimo anno trasferimenti almeno per 110 milioni di euro dalla Regione agli Enti gestori dei servizi sociali (rispetto ai 128 del precedente anno): un taglio dunque, ma non così drastico come sembrava potesse essere in un primo momento. D’altronde, precisano i vertici del Cissaca, “a oggi non abbiamo ricevuto nessuna comunicazione ufficiale dalla Regione. Il rischio di un taglio significativo dei fondi messi a disposizione il prossimo anno è concreto, ma per il momento, in attesa di novità, fa fede la Legge Regionale 1 articolo 35 comma 6, la quale sancisce che in mancanza di disposizioni differenti le risorse messe a disposizione sono le medesime dell’anno precedente incrementate dell’adeguamento Istat. In più, sempre dal ddl approvato nelle scorse settimane, è emersa la volontà da parte dell’Amministrazione regionale di premiare con risorse aggiuntive quei consorzi di servizi virtuosi e coincidenti con i distretti, e questo potrebbe essere il caso del consorzio alessandrino”.
Le altre questioni fondamentali a tenere banco in questo periodo sono sicuramente l’ingiunzione di pagamento per 8,3 milioni di euro presentata dal Cissaca al Comune di Alessandria e la prossima forma giuridica che il Consorzio dovrà adottare. Palazzo Rosso nei giorni scorsi ha contestato l’ingiunzione di pagamento sollevando due ragioni in particolare: da un lato non riconoscendo la “terzietà” dell’Ente rispetto al Comune stesso, dall’altro eccependo che sia in atto una sorta di conflitto d’interesse poiché nel cda dell’Ente ci sono componenti nominati proprio dal Comune di Alessandria. Anche su questo aspetto però i vertici del Cissaca paiono avere le idee chiare, e replicano: “la situazione che si è venuta a creare con l’Amministrazione del Comune capoluogo è certamente dolorosa. Quella dell’ingiunzione di pagamento
Per quel che riguarda il futuro del Consorzio infine, dopo la proroga che consentirà di mantenere l’attuale assetto fino a ottobre, una chiara indicazione è arrivata dall’assemblea dei sindaci. L’intenzione è quella di costituire una Unione di Comuni, formula che consentirebbe di mantenere la gestione associata dei servizi e continuare a funzionare sostanzialmente come è stato finora. L’unica difficoltà potrebbe essere rappresentata dai Comuni con una popolazione inferiore ai 1000 abitanti (Bergamasco, Borgoratto, Carentino, Castelspina, Frascaro, Gamalero, Pietramarazzi e Piovera), costretti dalle nuove disposizioni di legge a gestire in maniera associata sostanzialmente tutti i servizi e non solo quelli socio assistenziali. “Siamo comunque fiduciosi che una soluzione alla fine si troverà – commentano dal Cissaca – anche perché è impensabile che questi Comuni possano gestire servizi così complessi da soli. I sindaci sono stati chiari: l’intenzione è quella di non delegare all’Asl ma di procedere con l’Unione”. L’unica realtà che avrebbe le forze per gestire i servizi in autonomia sarebbe il capoluogo, ma, vista anche la situazione finanziaria nella quale si trova, è probabilmente più conveniente che continui a partecipare all’Unione. In Piemonte, quattro degli otto capoluoghi (Asti, Novara, Torino e Vercelli) gestiscono direttamente i servizi, mentre gli altri, come Alessandria, ricorrono a una delega a un consorzio.
La prossima tappa è prevista per il 30 aprile, data entro la quale i sindaci del Cissaca dovranno approvare il bilancio consuntivo, l’ultimo dell’attuale Consorzio, in attesa di conoscerne il futuro, tanto da un punto di vista finanziario quanto da quello organizzativo.