Nuova luce per il Broletto di Alessandria
La Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria si appresta a traslocare in favore dellottocentesca Caserma Maggi, storica residenza del Governatore della città in epoca comunale. Durante i lavori di adeguamento riscoperti sale e affreschi
La Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria si appresta a traslocare in favore dell?ottocentesca Caserma Maggi, storica residenza del Governatore della città in epoca comunale. Durante i lavori di adeguamento riscoperti sale e affreschi
Le opere intraprese per adeguare l’ottocentesca Caserma Maggi a nuova sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, hanno inaspettatamente rivelato che ancora al suo interno si conservava il duecentesco Broletto della città, soltanto in parte reso irriconoscibile dalle successive trasformazioni dell’edificio.
Rimossi gli intonaci, demoliti i tamponamenti sono emerse due vaste sale sovrapposte; l’una, alla quota della corte, con possenti pilastri e volte, l’altra al piano superiore. Originariamente il piano terreno del palazzo doveva servire per ospitare attività di commercio e di interazione con la città, e per questo presentava una coorte aperta, mentre ai piani superiori si trovavano gli alloggi del Governatore e quelli di rappresentanza, originariamente chiusi e inaccessibili ai più. Durante i lavori di recupero vi è però stato un’eccezionale ritrovamento di stemmi, lacerti di affreschi e dipinti, nascosti sotto gli intonaci sovrapposti con il tempo, in grado di offrire un quadro vivo di quella che doveva essere la stagione dei liberi Comuni.
Le molte fasi attestano continue trasformazioni, da porre in relazione alle dinamiche della vita politica urbana; ciascuna di esse è distinta dalla presenza di importanti testimonianze decorative, che grazie alle opere in corso hanno potuto essere liberate dalle sovrastrutture che le celavano. Ecco quindi svelarsi la grandiosità della sala, scandita da arcate dai sottarchi dipinti (forse la scoperta più preziosa fra quelle effettuate): fra le immagini restituite a nuova vita, una feroce figura di lupo (ma potrebbe anche trattarsi di un cane, vista la presenza di una sorta di collare), trattenuta da una mano misteriosa, un drappo a scacchi bianconeri, scudi crociati, una figura di Cristo (che tiene peculiarmente in mano un agnello in posizione rampante) ed anche un’enigmatica iscrizione. Queste opere ritrovate dovranno essere nei prossimi mesi studiate per poter raccontare, insieme con la già nota figura di San Paolo, la vita e la storia del Broletto tra XII e XV secolo. Ed ancora, soffitti lignei a cassettone ed alte fasce figurate documentano la trasformazione del Broletto in residenza signorile per il Governatore tra XVI e XVII secolo.
Spiega Pierangelo Taverna, presidente della Fondazione Cra: “verso fine agosto avverrà il nostro