Idv: partito o caravanserraglio?
LItalia dei Valori sembra intenzionata a non presentare nessuna lista alle comunali di Palazzo Rosso. Ma cosa sta succedendo davvero nellIdv, ed è vero che è lo stesso Di Pietro ad avere imposto lo stop? E gli elettori si orienteranno verso il centro sinistra, o preferiranno il Movimento 5 Stelle?
L?Italia dei Valori sembra intenzionata a non presentare nessuna lista alle comunali di Palazzo Rosso. Ma cosa sta succedendo davvero nell?Idv, ed è vero che è lo stesso Di Pietro ad avere imposto lo stop? E gli elettori si orienteranno verso il centro sinistra, o preferiranno il Movimento 5 Stelle?
All’interno dell’Italia dei Valori è in corso una battaglia dall’esito ancora incerto, oppure semplicemente ognuno va per suo conto, in ordine sparso e in assenza di una linea definita, e gerarchie chiare? Sono passate le settimane, i mesi, e il bandolo dell’intricata matassa locale del partito di Di Pietro sembra più aggrovigliato che mai. Proviamo a capirci qualcosa di più, o almeno a fare il punto della situazione, con gli elementi a disposizione. Dichiara Vincenzo Demarte, che dell’Idv è segretario provinciale: “Mi atterrò scrupolosamente alle indicazioni del mio segretario regionale Luigi Cursio, che è anche commissario per il Comune di Alessandria. E posso garantire che non ho nessuna intenzione di candidarmi sindaco”. E Luigi Cursio (che a Torino e in altre province del Piemonte è alle prese, a quanto si legge, con problemi non meno rilevanti) conferma che, salvo decisioni dell’ultima ora, l’Italia dei Valori non solo non avrà un candidato sindaco, ma neppure presenterà una sua lista. Con il rischio evidente di una emorragia di consensi, soprattutto in direzione del Movimento 5 Stelle (che avrebbe invece nel frattempo individuato al proprio interno la figura del candidato sindaco nella figura di Angelo Malerba). Perché si è arrivati a tanto? Nessuno lo dice, ma lo scontro “intestino” fra il segretario provinciale Enzo Demarte da un lato, e i “i ribelli” alessandrini guidati da Paolo Bellotti dall’altro, che si protrae da mesi su vari fronti (anche giudiziari), alla fine pare avere indotto lo stesso leader maximo Antonio Di Pietro, informato sui fatti dai vertici piemontesi, a scegliere una sorta di ‘desistenza’, in attesa probabilmente che qualche chiarimento possa palesarsi in futuro.
Una scelta, quella dell’Idv, francamente grave. Che un partito presente in Parlamento, e con un ruolo chiave nello scenario nazionale del centro sinistra, scelga di non presentarsi in pista alle comunali alessandrine potrebbe essere un unicum, o comunque certamente non succedeva da moltissimo tempo.
Sia Demarte che Bellotti, peraltro, lasciano intendere che, se davvero nessuna lista con il simbolo del partito sarà presentata per la corsa a Palazzo Rosso, sceglieranno poi a livello personale con chi schierarsi, e chi appoggiare. Ci sarà comunque, alla fine, una lista civica di “ispirazione” dipietrista, anche se svincolata dai partiti, a sostegno di Rita Rossa, e magari pronta a sostenere l’ingresso in consiglio comunale della “bellottiana” Marica Barrera? E’ un’ipotesi, come ne circolano altre in questi giorni di già frenetica pre-campagna elettorale. Certo però chi lo conosce fatica a credere che Paolo Bellotti davvero intenda ritirarsi dalla politica attiva, lui che sulle barricate si trova a suo agio come nel salotto di casa. Così come rimane da chiarire quali sono i rapporti di forze all’interno dell’Idv, e fino a quando Demarte accetterà questo ruolo di segretario provinciale “dimezzato”.