Corrado Malandrino: “due mandati, tanti risultati raggiunti e qualche rimpianto”
La fine del suo secondo mandato è stata l'occasione per il preside della Facoltà di Scienze Politiche di Alessandria per tracciare un bilancio degli ultimi anni della facoltà alessandrina e, in particolare, del proprio operato. E sulla delicata vicenda che ha coinvolgo il collega e amico Salvatore Rizzello ricorda: "chi è senza peccato scagli la prima pietra"
La fine del suo secondo mandato è stata l'occasione per il preside della Facoltà di Scienze Politiche di Alessandria per tracciare un bilancio degli ultimi anni della facoltà alessandrina e, in particolare, del proprio operato. E sulla delicata vicenda che ha coinvolgo il collega e amico Salvatore Rizzello ricorda: "chi è senza peccato scagli la prima pietra"
“L’Università del Piemonte Orientale Amedeo Avogadro sarà fra le prime realtà in Italia ad applicare pienamente la riforma prevista dalla legge Gelmini, basata fra gli altri interventi sull’abolizione delle facoltà a beneficio dei dipartimenti” – esordisce l’ormai di fatto ex preside della facoltà di Scienze Politiche di Alessandria, Corrado Malandrino, con oggi giunto alla conclusione del suo secondo mandato e desideroso di salutare pubblicamente la città e cogliere l’occasione per tracciare un bilancio del proprio operato. “Un percorso fatto di luci e ombre, come tutte le esperienze di questo tipo, ma certo penso che gli aspetti positivi siano stati di gran lunga maggiori, a cominciare dal numero di studenti iscritti alla facoltà, rimasto sostanzialmente invariato in questi anni – intorno a quota 260 a fronte invece di una riduzione nel panorama italiano in media del 10-15 per cento – per proseguire con il grande lavoro svolto per l’internazionalizzazione della nostra offerta formativa, confermata dalla convenzione recentemente firmata con l’università di Opole, in Polonia, che consentirà l’istituzione di un percorso comune con insegnamenti in lingua inglese e scambio costante di studenti, in grado alla fine del percorso di conseguire una laurea sia italiana che polacca”.
Fra i colpiti più impegnativi del proprio operato da preside, che, come ricorda Malandrino, ha riottenuto il secondo mandato con il 98% delle preferenze espresse dai colleghi, c’è stata sicuramente “la delicata riorganizzazione dei nuovi assetti conseguenti alla scomparsa delle facoltà. Qui ad Alessandria verrà creato un unico polo umanistico, insieme con la facoltà di Giurisprudenza. Il processo verrà completato con l’elezione del nuovo senato accademico, la nomina del consiglio di amministrazione formato da 9 membri, e l’elezione del nuovo direttore di dipartimento, carica alla quale non mi candiderò (potrebbe essere scelto già il 9 gennaio, anche se è probabile che la decisione slitti di qualche mese ndr). Il mio impegno futuro – ha proseguito Malandrino – credo sia più utile ad esempio in ateneo, o comunque proseguendo le attività di ricerca intraprese (oltre all’attività di docenza), in particolare sulla storia del Risorgimento, grazie a un lavoro particolarmente innovativo che sto svolgendo con alcuni colleghi e che ha portato alla recente pubblicazione di un primo volume, dal titolo ‘Garibaldi, Rattazzi e l’Unità d’Italia’“.
Parlando degli obiettivi futuri, l’ex preside di Scienze Politiche si è soffermato anche sulla possibilità di
In ultima battuta, Corrado Malagrino ha voluto spendere qualche parola per il collega e amico Salvatore Rizzello, preside della Facoltà di Giurisprudenza, al centro dell’attenzione mediatica dopo i sospetti lanciati sugli esiti del concorso per un posto da ricercatore: “Rizzello è una persona capace e seria, che ha avuto un ruolo importante non solo per l’università ma per la città, a cominciare dall’eccellente lavoro svolto per il piano strategico e l’esperienza di Alessandria 2018. Vedere un collega così esposto alla gogna mediatica non fa mai piacere. Se qualche leggerezza c’è stata, è giusto che venga fatta chiarezza, ma occorre aspettare che si esprima la commissione d’indagine indetta dal senato, su proposta dello stesso Rizzello – e composta per due terzi da membri esterni. L’iter sarà rapido ed è facile immaginare che già entro gennaio, o comunque non oltre metà febbraio, verrà chiarito se ci sia stato qualcosa di rilevante da un punto di vista deontologico o meno. Il polverone che si è alzato rischia di infangare la nostra università, che è invece un esempio di eccellenza sul territorio, con un’immagine di ateneo giovane e brillante, così come emerge anche dalle statistiche ministeriali ufficiali. Io credo che valga sempre il detto evangelico ‘chi è senza peccato scagli la prima pietra’, anche se ci tengo a sottolineare che è meglio – e doveroso – specialmente in certi contesti cercare di essere senza peccato”.