“Dolo e colpa grave”. Ma c’è chi dice che il danno erariale sia “di molto inferiore”
Prime indiscrezioni sull' atto di messa in mora della Corte dei Conti all'amministrazione Fabbio che decretava un "preventivo" danno erariale di 39 milioni. Le responsabilità maggiori al sindaco, all'assessore Vandone e al ragioniere capo, Ravazzano. Ma qualcuno parla di perizia precedente all'assestamento delle scorse settimane e soprattutto alle modifiche dei bilanci calendarizzate per il 23 dicembre
Prime indiscrezioni sull' atto di messa in mora della Corte dei Conti all'amministrazione Fabbio che decretava un "preventivo" danno erariale di 39 milioni. Le responsabilità maggiori al sindaco, all'assessore Vandone e al ragioniere capo, Ravazzano. Ma qualcuno parla di perizia precedente all'assestamento delle scorse settimane e soprattutto alle modifiche dei bilanci calendarizzate per il 23 dicembre
Un atto di messa in mora, con la quale l’ente di controllo dei conti pubblici “mette le mani avanti”, informando degli accertamenti in corso e riservandosi – nel caso in cui fosse confermato il danno – di chiederne il risarcimento. Si parla di 39 milioni di euro di danno per non aver rispettato il Patto di stabilità per l’anno 2010: questa è la lettera che venerdì scorso è stata ritirata presso la Guardia di Finanza dal primo cittadino Piercarlo Fabbio, dall’assessore Luciano Vandone, dal ragioniere capo Carlo Alberto Ravazzano, dalla Giunta e dai consiglieri di maggioranza. Nel documento si ha la quantificazione del danno presunto e una “scaletta” di responsabilità: dolo per i primi tre soggetti, responsabili di ripetute violazioni, norme e principi contabili del Tuel con ricadute sul Rendiconto 2010 e su quelli dei due anni precedenti; colpa grave invece per gli assessori e per i membri di maggioranza del Consiglio Comunale. Una spartizione delle “colpe” che si riflette, dal documento della Corte dei Conti, anche sull’eventuale pagamento in denaro: il 60% (23.703.221,73 euro) a carico dei tre responsabili a titolo di dolo(Piercarlo Fabbio, Luciano Vandone e Carlo Alberto Ravazzano), il 30% (11.851.610,87 euro) per colpa grave a carico degli altri componenti della giunta comunale (sei assessori) e il restante 10% (3.950.536,96 euro) per colpa grave ai consiglieri che hanno espresso voto favorevole al momento dell’approvazione del rendiconto 2010.
“Ritengo, però, che questa comunicazione sia da ritenersi correlata con il pronunciamento della Sezione di controllo: se i conti verranno messi a posto entro i termini richiesti, penso che il danno non abbia motivo di esserci” aveva affermato il presidente del Consiglio comunale Cuttica di Revigliasco il giorno stesso della “consegna dell’atto di messa in mora”. Ma le modifiche ai bilanci, che dovrebbero essere portate in Consiglio nella data clou del 23 dicembre, non sono l’unico fattore “di cambiamento” del danno erariale presunto. Voci di corridoio, di maggioranza, sottolineano come in realtà la “perizia” di questa lettera sia antecedente al riequilibrio e anche all’assestamento votato nella prima settimana del mese di dicembre, che apportava già notevoli differenze sui conti di Palazzo Rosso. Ai 39 milioni si arriverebbe infatti sommando alcuni punti: il più rilevante sarebbe quello relativo alla spesa corrente che anziché restare nei 95 milioni circa, avrebbe raggiunto i 123 milioni. Ma indiscrezioni parlano di modifiche importanti, che sarebbero andate anche oltre le richieste fatte dalla Corte dei Conti, Sezione di controllo, nell’ultimo pronunciamento. Sembra che si siano “aggiustate” le spese correnti, arrivando addirittura a 92 milioni, tre milioni in meno rispetto alla cifra designata che era di 95.
Resta invece il danno erariale per le assunzioni, che non si sarebbero potute fare per l’uscita dal Patto di stabilità, di circa 600 mila euro. Mentre “erronea” sembrerebbe la valutazione in merito all’altro divieto, cioè quello di non contrarre mutui per l’anno successivo, il 2011. Il comune ne avrebbe contratti, ma tutti interni all’anno 2010, quindi non calcolabili come “danno”.
Insomma dalle stanze di Palazzo Rosso qualcuno mormora che il danno, considerando tutte le modifiche del caso, quelle già fatte con l’assestamento e quelle che sono in corso come richiesto dalla Corte, si aggirerebbe su cifre “di molto inferiori”, tra 1 e 3 milioni. E non 39.
Una cosa è certa, venerdì 23, in Consiglio saranno presentate le modifiche ai bilanci, a partire dal 2009, che devono essere fatte entro la fine dell’anno. Sembra che, nonostante il gruppo di lavoro non sia mai nato realmente, queste correzioni proprio in questi giorni siano nelle mani di “tecnici” dell’Ifel, L’istituto che fa capo all’Anci, e siano esaminate anche da un “esperto” di fiducia della Lega Nord, che è nella posizione ancora più in bilico. Cosa vedremo, chi vedremo e chi voterà cosa lo sapremo solo nella serata di Consiglio dell’antivigilia.