Il comitato di garanzia valuterà le spese per gli spot della Rossa
Il pomo della discordia sembra essere il superamento del tetto massimo di spesa per la pubblicità dei due candidati alle primarie del centrosinistra, Mauro Buzzi e Rita Rossa. Buzzi parla di "regole infrante", mentre la Rossa risponde "massima trasparenza e correttezza da parte mia"
Il pomo della discordia sembra essere il superamento del tetto massimo di spesa per la pubblicità dei due candidati alle primarie del centrosinistra, Mauro Buzzi e Rita Rossa. Buzzi parla di "regole infrante", mentre la Rossa risponde "massima trasparenza e correttezza da parte mia"
Numerosi i “faccia a faccia” pubblici dei due candidati alle primarie del centrosinistra che si terranno il 13 novembre, per decidere il candidato sindaco delle prossime elezioni amministrative. Ormai in più occasioni Mauro Buzzi e Rita Rossa si sono confrontati sui temi più caldi del momento, situazione delle casse comunali, cultura, ambiente, viabilità e ricostruzione di una nuova Alessandria.Ma come ogni “incontro-scontro” politico che si rispetti non potevano certo mancare le polemiche, che in questi giorni si sono fatte sentire “a gran voce”. Qual è il pomo della discordia?
A dare il via alla polemica, tutta interna, è stato Mauro Buzzi, con una nota critica nei confronti della candidata ufficiale del Partito Democratico, in materia di “inserzioni pubblicitarie e relative spese”.
Secondo il regolamento, sottoscritto da entrambi i candidati, sarebbe vietata l’inserzione di spot pubblicitari sugli organi di informazione.
Rita Rossa nei giorni scorsi sarebbe uscita con due mezze pagine su un giornale locale e avrebbe alcuni spot su diversi giornali on-line. A questo proposito Buzzi sottolinea: “Merita una riflessione:
dai comportamenti quotidiani si misura la credibilità”. E prosegue sul fattore spese: “il tetto massimo, da regolamento, era stato fissato in 2500 euro per ogni candidato. A mio parere la mia rivale lo ha abbondantemente superato!”.

La decisione, per chiarire la questione “pubblicità della discordia”, spetta al comitato organizzativo e di garanzia per le primarie che si riunirà stasera. “Era vietata la pubblicità diretta, non quella legata a singoli eventi”, dichiarano i coordinatori. Mentre, qualora si fosse superato il tetto massimo di spesa prevista, il rischio sarebbe l’annullamento della candidatura.