Gli alessandrini “indignati” raccontano la manifestazione di Roma
Sono stati circa 200 gli alessandrini che hanno sfilato sabato nella capitale per unirsi idealmente a tutti gli altri indignatos del mondo. Una manifestazione straordinaria macchiata purtroppo da provocatori ben organizzati
Sono stati circa 200 gli alessandrini che hanno sfilato sabato nella capitale per unirsi idealmente a tutti gli altri indignatos del mondo. Una manifestazione straordinaria macchiata purtroppo da provocatori ben organizzati
Sono tornati a casa tutti sani e salvi gli alessandrini che sabato hanno partecipato alla grande manifestazione di Roma, inserita nella giornata di protesta e indignazione che a livello mondiale ha mobilitato centinaia di migliaia di persone, intente a manifestare pacificamente per chiedere “che non siano sempre i soliti a pagare gli effetti di una crisi figlia di modelli di sviluppo e speculazioni che portano chi è più ricco a essere sempre più ricco e che hanno ormai posto da tempo la finanza a capo di processi globali sempre più incontrollabili e che non prevedono mai che a pagare le conseguenze siano coloro che fanno i danni ma sempre e solo tutti quelli che li subiscono”. Già, perché, sottolineano alcuni degli alessandrini del Laboratorio Sociale, che hanno partecipato alla manifestazione romana: “oggi i media parlano solamente degli scontri, e questo fa sì che a catalizzare l’attenzione siano quegli ‘utili idioti’ che si sono prestati a creare quelle scene da guerriglia urbana (tutte italiane) che hanno monopolizzato l’attenzione. Il dato politico resta invece immutato: si è trattato di una giornata importantissima e straordinaria, dove tante persone hanno trovato ancora una volta la forza di manifestare la propria indignazione e dimostrare che non si è disposti a piegare la testa di fronte a continui soprusi”.
Circa gli scontri però, le idee sono chiare, come spiega Claudio Sanita (che si trovava nella zona più
(Foto gentilmente concesse da Simona Zuny).