Ore decisive per i servizi sociali: oggi l’incontro dal Prefetto per evitare il collasso
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Ore decisive per i servizi sociali: oggi l’incontro dal Prefetto per evitare il collasso

Alle 10 di questa mattina in Prefettura ci sarà un incontro convocato con urgenza per cercare di trovare una soluzione al gravissimo rischio di interruzione dei servizi sociali ad Alessandria. La cooperativa Azimut ha lanciato l'allarme ma è il Cissaca stesso a rischiare il collasso.

Alle 10 di questa mattina in Prefettura ci sarà un incontro convocato con urgenza per cercare di trovare una soluzione al gravissimo rischio di interruzione dei servizi sociali ad Alessandria. La cooperativa Azimut ha lanciato l'allarme ma è il Cissaca stesso a rischiare il collasso.

La situazione dei servizi sociali ad Alessandria, come già denunciato più volte in questi mesi dagli stessi addetti ai lavori, è molto seria e si stima che se non verrà trovata una soluzione già dai prossimi mesi alcuni servizi di vitale importanza per la città, e in particolare per le persone più bisognose e in difficoltà, potrebbero non venire più erogati. Dopo il gesto provocatorio del segretario alessandrino dell’Aias Savino Di Donna, in questi giorni è stata la cooperativa Azimut a dover lanciare un grido disperato. Ancora una volta il problema è figlio della grave situazione in cui versa il Cissaca, consorzio dei servizi socio assistenziali di Alessandria che si trova contemporaneamente ad essere debitore nei confronti delle cooperative che fattivamente erogano i servizi (circa 1 milione e 300 mila euro solo nei confronti della cooperativa Azimut) e creditore nei confronti dei Comune, della Regione e dell’Asl (per un totale di più di 12 milioni di euro).

Spiega Ettore Libener (nella foto in alto), presidente di Azimut: “i nostri conti sono sanissimi, il problema è solo contabile, ma se non ci vengono dati i soldi che ci devono, noi non potremo più pagare i nostri fornitori. E’ già stato difficile garantire gli stipendi di settembre, ma se la situazione non verrà sbloccata dal mese prossimo rischiamo di non poter più avere neppure le forniture che servono per riscaldare le comunità dove vivono i ragazzi, o per i mezzi di trasporto. Oggi abbiamo avuto un incontro con i sindaci dei comuni che ci sostengono, ma c’è poco da fare, servono i fondi arretrati che ci spettano, anche perché abbiamo già attinto dai fidi bancari tutto il possibile. La conseguenza altrimenti non può essere che una sola: i servizi verranno sospesi. Ma il nostro in realtà è un servizio che non si può bloccare né chiudere: abbiamo in affidamento minori che vivono in condizioni protette, progetti con persone in difficoltà per le quali noi siamo già l’ultima risorsa”.

Purtroppo, a rendere ancor più cupa la situazione, Azimut non è l’unica cooperativa a rischio collasso: in difficoltà simili si trovano anche altre realtà alessandrine, tutte vitali per i servizi che quotidianamente erogano e in particolare a chi più di altri ha bisogno di assistenza, spesso perché non autosufficiente: l’Aias (come più volte denunciato), Antea e Progetto A, solo per citarne alcune. Lo stesso Cissaca si trova in una situazione di pesante sofferenza sul piano economico e le prospettive non sono positive. Il rischio concreto del fallimento (con collegato commissariamento) c’è, e già a fine dicembre i servizi potrebbero subire una battuta d’arresto. Ieri c’è stata inoltre l’assemblea dei sindaci che fanno capo al Cissaca per l’approvazione del bilancio e non è stato trovato un accordo che ne consentisse la ratifica. Le parti si ritroveranno venerdì prossimo, 14 ottobre, alle 16.30. Dopo quella data, spiega Ettore Libener “stiamo già pensando di provare a convocare un incontro con tutte le cooperative per fare fronte comune e affrontare insieme questa situazione”.

Intanto si attende l’incontro di oggi, previsto alle 10 in Prefettura, dove si siederanno intorno a un tavolo, coordinato dal Prefetto Francesco Castaldo, i rappresentanti di Azimut, del Cissaca, del Comune, dell’Assessorato provinciale al lavoro e i sindacati: l’obiettivo è quello di trovare un’intesa per un piano di rientro efficace del debito che il Comune ha nei confronti del Cissaca, così che a sua volta l’ente possa far ripartire gli stanziamenti alle cooperative e scongiurare l’interruzioni almeno dei servizi fondamentali.

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