Permesso di soggiorno per i rifugiati: cresce la preoccupazione
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Marco Madonia - marco.madonia@alessandrianews.it  
29 Settembre 2011
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Permesso di soggiorno per i rifugiati: cresce la preoccupazione

25 cittadini somali attendono con ansia il rinnovo del permesso di soggiorno come rifugiati politici e denunciano condizioni di vita al limite della sopportazione. Il Laboratorio Sociale denuncia: "lasciati soli dalle istituzioni".

25 cittadini somali attendono con ansia il rinnovo del permesso di soggiorno come rifugiati politici e denunciano condizioni di vita al limite della sopportazione. Il Laboratorio Sociale denuncia: "lasciati soli dalle istituzioni".

Sono circa 25 i cittadini somali che vivono ad Alessandria, fra mille difficoltà, e che in questi giorni si trovano in una situazione di grande incertezza: molti di loro hanno la necessità di rinnovare il permesso di soggiorno, ma le pratiche procedono molto a rilento e i segnali che arrivano dall’ufficio immigrazione della questura pare non siano incoraggianti. Per queste ragioni hanno deciso di convocare una conferenza stampa, aiutati dagli attivisti del Laboratorio Sociale di via Piave, per lanciare un segnale d’allarme e ottenere chiarezza sul proprio futuro. Alcuni sono giunti in Italia diversi anni fa, altri solamente di recente, ma tutti sono accomunati dalla fuga che hanno dovuto intraprendere dal loro paese, attraverso il deserto e rischiando più volte la vita per lasciarsi alle spalle gli orrori della guerra e provare a costruire un futuro migliore. Arrivati in Italia dalla Libia (alcuni dopo periodi di detenzione molto dura nelle carceri di Gheddafi, con l’unica colpa di voler salpare per cercare salvezza in Europa), hanno ricevuto in Italia il permesso di soggiorno per asilo politico o per protezione sussidiaria.

Diversi permessi sono però scaduti a gennaio di quest’anno o nei mesi successivi, e al momento i cittadini somali lamentano grandi difficoltà opposte dall’ufficio immigrazione al loro rinnovo. Come spiegano gli attivisti del Laboratorio Sociale: “In molti aspettano da mesi che il loro permesso venga rinnovato e quando si sono recati all’ufficio immigrazione della questura per chiedere spiegazioni sui ritardi hanno ricevuto risposte per niente esaustive. Ad alcuni è stato detto di procurarsi il passaporto somalo per avere il permesso di soggiorno rinnovato, ad altri è stato ritirato il titolo di viaggio, ad altri ancora è stato spiegato che il Governo italiano ha riconosciuto il Governo somalo e che quindi non gli verrà più rinnovato il permesso di soggiorno. Tutte cose assurde per chi abbia conoscenza della normativa sul diritto d’asilo e della situazione di guerra civile in cui versa la ex colonia italiana. Per chiarire la questione gli avvocati dello sportello legale del laboratorio sociale richiederanno un incontro con l’ufficio immigrazione della questura di Alessandria.”

La situazione è particolarmente grave perché, proseguono i ragazzi del Laboratorio, “Come avviene per tutti i rifugiati, i somali alessandrini sono stati lasciati soli dalle istituzioni. Lavori esclusivamente in nero o precari con stipendi da fame. Abitazioni fatiscenti per i più fortunati dove vivono stipati come animali; per i meno fortunati, la strada. Tutte le Istituzioni hanno fatto finta di non vederli e non sono intervenute per aiutare persone scappate dalla guerra civile e dalla fame.”

Di seguito alcuni video della conferenza stampa, con il racconto dei ragazzi somali e la spiegazione delle difficoltà incontrate.

 

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