Bic: poesia, musica e buon vino
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Bic: poesia, musica e buon vino

“È ora di ubriacarsi! Ebbri! Per non esser gli schiavi seviziati del Tempo: ubriachi! Senza tregua! Di vino, di poesia o di virtù – a piacer vostro.” (C. Baudelaire)

?È ora di ubriacarsi! Ebbri! Per non esser gli schiavi seviziati del Tempo: ubriachi! Senza tregua! Di vino, di poesia o di virtù ? a piacer vostro.? (C. Baudelaire)

Luce soffusa di candele e calici mezzi pieni, ieri sera al Brillo Parlante, per tendere le orecchie a un’interpretazione davvero piacevole.
A guidare la “platea” attenta in un viaggio nelle sonorità e nelle parole ispirate dal vino, sono stati Marta Leung Kwing Chung – voce e piano -, Maurizio Pellegrino – voce -, Alessandro Pellegrino – percussioni – e Giorgio Penotti – chitarra, flauto e voce.

Un progetto, quello di “Vino in versi” che, attraverso la rielaborazione recitata e cantata di testi e diversi estratti musicali, vuole tracciare (e ci riesce) un quadro che racconti e celebri il vino da Omero fino a Baudelaire, da Neruda a Piero Ciampi passando per i simbolisti francesi.

Il vino, aiuto e allargamento di coscienza per l’uomo in cerca di evoluzione, ma anche inferno e perdizione per chi “è già morto dentro”.
“Fin dagli inizi della storia conosciuta qualcuno ha scritto poesie sul vino, Omero ha chiosato i piaceri enoici degli eroi argivi, Baudelaire i sogni dei cenciaioli di Parigi. Una poesia sul vino spinge ad aprire una bottiglia interessante: le sensazioni gusto-olfattive evocano ricordi, fanno scattare intuizioni che le pennellate di sostantivi, di verbi, di punti e di virgole riprendono e dilatano per aprire piccole porte segrete nell’universo del cuore.”
 

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