Vanity
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Nicholas David Altea - staff@paperstreet.it  
15 Settembre 2011
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Quattro parole con i toscani che fanno un rock/new wave/new romantic incalzante, energico, ricco di melodie dalle forti tinte romantiche

Quattro parole con i toscani che fanno un rock/new wave/new romantic incalzante, energico, ricco di melodie dalle forti tinte romantiche

I Vanity sono un quartetto toscano che propone un rock/new wave/new romantic incalzante, energico, ricco di melodie dalle forti tinte romantiche. Accattivanti, freschi e ballabili, dotati di una vena malinconica e senza tempo, con testi che richiamano immaginari neoclassici ed urbani, malinconie e slanci verso l’alto, pallidi grigiori atmosferici e labbra rosso ciliegia, amori veri, amori impossibili, amori immaginari. Nascondono sotto pelle un background insospettabilmente variegato, una scrittura profonda e coerente dettata da uno sguardo attento e consapevole. Ma è il live la dimensione ideale del quartetto; l’impatto sia dal punto di vista emozionale che fisico, la forza scenica, il tiro, rendono ogni concerto un’esperienza trascinante. Con il loro mix di cuore e sfacciataggine, un po’ glamour e un po’ punk, i Vanity tengono alta la bandiera di un imperante edonismo: resta da capire se sia questo un modo di stare al gioco, o se il loro approccio rappresenti invece una moderna critica sociale. Infatti, dietro le strutture classiche care alla forma canzone pop e le melodie catchy si cela un mood passionale ed evocativo, ansioso e tormentato, quasi melodrammatico (anzi, molto melodrammatico), che va oltre il look e le pose, oltre il pop, oltre il catchy. Al di là di ogni pretesa infatti, quello che resta sono le immagini evocate. Una cosa è certa, la Vanità è il peccato perfetto.

1) È uscito il vostro primo Ep “The First Quiet Night”. Siete rimasti personalmente soddisfatti del lavoro che ne è venuto fuori?
FILIPPO (chitarra) – Personalmente sono rimasto soddisfatto delle composizioni ma non della registrazione del prodotto, poi come se non bastasse abbiamo avuto anche problemi di gestione della promo e le recensioni non sono andate come pensavamo. Diciamo che sono soddisfatto al 50%. FRANCESCO (basso) – Effettivamente la fase di registrazione è stata un po’ sofferta e ci siamo dovuti accontentare del prodotto finale. Tra l’inizio delle registrazioni e l’uscita dell’EP è passato più del tempo che avevamo previsto. Ciò ha fatto si che il prodotto che stavamo promuovendo non rispecchiasse più completamente quello che eravamo noi in quel momento.

2) Dopo l’uscita dell’Ep vi siete proiettati verso un altro sound, per la scrittura dei pezzi nuovi? FILIPPO – Dopo il tour promozionale del’ Ep che ci ha fatto girare più che altro al sud Italia, ci siamo messi a comporre nuove canzoni e a buttare giù nuove idee non avendo paura di sperimentare e di inserire tutte le nostre influenze musicali. Questo ha comportato uno stravolgimento del sound chè è diventato decisamente più rock e più dinamico rispetto alla roba precedente. Direi che è un mix di Indie psichedelico Rock Alternative venato di Doom e Black Metal. 
FRANCESCO – Questa direzione che abbiamo intrapreso è stata la conseguenza al periodo buio,successivo al tour promozionale dell’EP. Prima cosa l’abbandono da parte del nostro batterista, che ci ha lasciato spiazzati e senza una line-up completa, poi una serie di vicissitudini negative che ci hanno colpito a livello personale. Tutto ciò ci ha spinto verso un sound più scuro e pesante in maniera del tutto naturale.

3) Come si presenta la scena musicale toscana dalla quale provenite?
FILIPPO – La scena musicale toscana è una scena molto variegata .Ci sono molte band valide sia nell’Indie che nel’ Hardcore,diciamo che però ha una preponderanza per gli stili cantati in italiano. FRANCESCO – In effetti non esiste una filone musicale preponderante, tanti buoni gruppi sparsi per le varie province ma nessuna scena musicale nel senso stretto del termine.

4) Avete riscontrato particolari difficoltà nel provare ad uscire dai confini regionali per cercare di suonare il più possibile e farvi notare?
FILIPPO – Abbiamo avuto i soliti problemi che in genere hanno tutti i gruppi emergenti italiani nel trovare le date,comunque siamo stati ben accolti nel sud Italia dove abbiamo suonato in diversi locali.Direi quindi che almeno in quelle regioni c’e stata una minore difficoltà ad organizzare i live, rispetto al Nord.

5) Prossimi passi che farete?
FRANCESCO – Stiamo scrivendo il nuovo materiale per il nostro disco d’esordio che uscirà nei primi mesi del 2012 per una etichetta indipendente italiana. 

Grazie a voi! 

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