Da Novi a Valle San Bartolomeo, nuove strade per l’inchiesta “Maglio”?
Dopo l'arresto del consigliere del Pdl Giuseppe Caridi e altre 18 persone, spuntano nuovi filoni legati all'inchiesta sulle infiltrazioni della 'ndragheta nel basso Piemonte. Il 21 settembre in tribunale l'udienza di verifica del patrimonio
Dopo l'arresto del consigliere del Pdl Giuseppe Caridi e altre 18 persone, spuntano nuovi filoni legati all'inchiesta sulle infiltrazioni della 'ndragheta nel basso Piemonte. Il 21 settembre in tribunale l'udienza di verifica del patrimonio
Prosegue su diversi fronti l’operazione “Maglio” che, lo scorso giugno, ha portato all’arresto per associazione a delinquere di stampo mafioso di 19 persone in Piemonte, tra cui l’ex consigliere comunale di Alessandria Giuseppe Caridi (nella foto a sinistra), il pozzolese, titolare di una ditta di costruzioni, Sergio Romeo, e Bruno Pronestì (foto a destra) residente a Bosco Marengo, considerato dagli inquirenti il capo locale. Tutti i 19 arrestati restano per ora in carcere. Il 21 settembre si terrà l’udienza di verifica del patrimonio, in cui verrà accertata la provenienza dei beni di proprietà e l’eventuale confisca di questi. Subito dopo la Cassazione dovrebbe pronunciarsi sul ricorso avanzato dai legali di Caridi per il riesame della richiesta di scarcerazione, già respinta in prima istanza, a luglio.
Entro la fine dell’anno potrebbero esserci le prime udienze in tribunale. Intanto, l’indagine va avanti, delineando a poco a poco ruoli e vicende relative alla “locale” del basso Piemonte. Ad Alessandria uno dei filoni sembrerebbe portare a Valle San Bartolomeo, dove era in fase di approvazione una variante edilizia che avrebbe consentito la realizzazione di un certo numero di villette e alloggi. Alla vigilia della definitiva approvazione in consiglio comunale una rumorosa e decisa protesta organizzata dal comitato di cittadini Noi di Valle fa si che l’atto finale venga rinviato. E la proposta di variante ritirata. Ora, su quella variante, pesano sospetti.
“Se l’inchiesta giudiziaria confermasse il quadro che sta emergendo la situazione sarebbe molto grave – dice il consigliere Bellotti – ma il quadro politico che ne traiamo è comunque preoccupante. Lo abbiamo già chiesto come comitato, è il momento di rifarlo con forza: occorre istituire una commissione di inchiesta che faccia chiarezza sulle attività connesse alle varianti edilizie”.
Per ora tutte ipotesi, certo, che spetterà agli inquirenti confermare o confutare. “Qualunque sviluppo la vicenda possa prendere – aggiunge Bellotti – il comitato non si fermerà di certo”.
Altri sviluppi potrebbero arrivare dall’area novese, dove aveva sede e operava l’azienda di Romeo. Per ora a parlare è il sito di Alessandria in Movimento, legato alla rete sociale per la casa e ai centri sociali, che ha pubblicato un’inchiesta che prende le mosse dagli arresti di giugno nel basso Piemonte ed arriva a tracciare quelle che potrebbero essere le variegate attività della malavita in zona, partendo proprio dalla voce “cemento”. “La nostra inchiesta – dicono da Alessandria in Movimento – è supportata da documenti circostanziati. Non temiamo smentite e neppure querele da parte di chicchessia”.