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Aias: “Siamo in debito con Atm per colpa del Comune”
Denunce e gratificazioni nel settore del Trasporto pubblico urbano a favore dei disabili sono state portate all'attenzione dell'aula consigliare nel corso della Commissione Politiche della Salute. Le difficoltà economiche sono motivo di polemica
Denunce e gratificazioni nel settore del Trasporto pubblico urbano a favore dei disabili sono state portate all'attenzione dell'aula consigliare nel corso della Commissione Politiche della Salute. Le difficoltà economiche sono motivo di polemica
Toni forti di denuncia questa mattina nel corso della Commissione Politiche della Salute presieduta da Roberto Sarti, che come ordine del giorno trattava le problematiche nel settore del trasporto pubblico locale per i disabili. A gridare a gran voce le difficoltà economiche nelle quali si trova l’associazione Aias di Alessandria (Associazione italiana assistenza spastici) è il segretario Savino Di Donna. “Siamo indietro con i pagamenti nei confronti dell’Atm di un anno, perché il comune di Alessandria non versa al Cissaca i soldi del piano di rientro e di conseguenza il Cissaca stesso non fa pervenire denaro alle realtà associative che lavorano con i disabili come l’Aias”.
Di Donna punta il dito contro una situazione drammatica di cui nessuno si interessa e aggiunge quella che lui stesso definisce la “beffa delle beffe”: “se noi dovessimo terminare di erogare il servizio di trasporto disabili nei centri che costituiscono la nostra attività (Centro Diurno e e Centro Accoglienza disabili di San Giuliano Nuovo), finiremmo subito in galera per abbandono di incapaci”.
A prendere le difese dell’amministrazione comunale è il consigliere Mario Bocchio, in seguito all’intervento provocatorio del collega del Pd Paolo Berta, che lamenta una mancanza di attenzione dell’Ente comunale nei confronti delle barriere architettoniche ancora da abbattere in città e della poca predisposizione all’avvio di uffici dedicati come quello del Disability Manager rappresentato dall‘architetto Paola Testa che non è posta nella condizione di poter lavorare per “far cambiare le cose”.
La commissione è comunque servita ad evidenziare alcuni problemi che ancora legano i disabili al Trasporto pubblico locale. Al confronto sulle “mancanze” e sulle possibili soluzioni hanno preso parte il presidente dell’Associazione italiana ciechi, Paolo Bolzani, la vicepresidente dell’Aism Anna Tonelli, oltre a Di Donna dell’Aias; a rappresentare le istituzioni e gli enti locali erano presenti l’architetto Paola Testa del Disability Manager e il presidente dell’Atm, Gian Paolo Cabella.
Difficoltà per i non vedenti di riconoscimento dell’autobus (del numero e quindi del percorso) che potrebbe essere risolto con l’applicazione sulle porte di un cartello con il numero in breil o nelle tinte giallo su sfondo blu che sono le tinte di “riconoscimento” per i “più bravi non vedenti”. E poi c’è il problema di dove scendere: “in questo caso – spiega Bolzani – una soluzione sarebbe rappresentata dalla sintesi vocale, audio e video che avverte sulla fermata successiva”.
“Molte di queste problematiche sono già al vaglio dell’azienda per essere risolte il prima possibile”, afferma Cabella. Mentre l’architetto Testa del Disability Manager apre la strada della “concretezza” e di un primo ed iniziale passo in avanti, proponendo la realizzazione di un “percorso pilota” studiato appositamente in base alle linee degli autobus più utilizzati dai disabili.
Nota positiva, richiamata a più voci sia dai rappresentanti delle associazioni che dai rappresentanti politici presenti in aula, è quella sul personale dell’Atm. “Autisti capaci, sensibili alle difficoltà e predisposti a prestare aiuto ai disabili: sono gli autisti l’eccellenza del servizio di trasporto pubblico”.