Sabato 01 Ottobre 2022

novi ligure

Acos, lavoratori indignati: «Oltraggiosi i manifesti della Lega»

A proposito dei pacchi natalizi, che il sindaco di Novi Ligure ha chiesto di destinare in beneficenza: «Propaganda sulla nostra pelle»

09 Novembre 2021 ore 14:00

di Elio Defrani

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Il manifesto incriminato

NOVI LIGURE — Dipendenti Acos sul piede di guerra: sul banco degli accusati c’è l’amministrazione comunale di Novi Ligure, e in particolare la Lega, che ieri ha fatto affiggere in città alcuni grandi manifesti sulla vicenda dei “pacchi di Natale” elargiti dall’azienda ai lavoratori e ad altri soggetti esterni.

Le rappresentanze sindacali interne hanno firmato una dura lettera di protesta inviata al sindaco Gian Paolo Cabella e alla direzione aziendale. L’antefatto risale a un mese fa: in consiglio comunale emerse che ogni anno Acos spendeva circa 70 mila euro per pacchi dono ai propri dipendenti ma – per la maggior parte – a persone estranee all’azienda. Così il sindaco Cabella aveva chiesto, con una comunicazione pubblicata anche sui social network, che quei soldi fossero destinati alle famiglie più bisognose.

«Acos, i soldi dei regali di Natale vadano ai bisognosi»

La richiesta del sindaco di Novi Ligure Gian Paolo Cabella dopo la polemica in consiglio comunale sui 140 mila euro spesi nel 2018/2019

Fin qui tutto bene. Salvo che ieri, in città, sono comparsi manifesti firmati dalla Lega dal tono molto polemico: «Hai mai fatto fatica a pagare le bollette? Sappi che mentre tu risparmiavi, magari stando al freddo, l’Acos a guida Pd sprecava i tuoi soldi per gli omaggi natalizi».

In consiglio comunale, ieri sera, rispondendo alle accuse del consigliere Rocchino Muliere (Pd), il segretario della Lega Giacomo Perocchio ha chiarito che il manifesto non fa riferimento ai pacchi dono per i dipendenti ma a quelli recapitati all’esterno: «Sarei curioso di vedere l’elenco dei beneficiari», ha detto.

Le spiegazioni però non sono bastate alle Rsu di Acos: «Nel manifesto si lascia intendere, in modo neanche troppo velato, che Acos, con i pacchi di Natale, sprecava i soldi dei cittadini. Una dichiarazione di questo genere è inaccettabile. Per chi non lo sapesse, le tariffe delle bollette sono principalmente gestite dalla Arera (Autorità di Regolamentazione per Energia Reti e Ambiente)».

Bilancio e indagine di soddisfazione: i dati del Gruppo Acos

Oggi, a Novi, l'azienda ha radunato i dipendenti per presentare le proprie performance

«A noi, come dipendenti del Gruppo Acos, delle scaramucce politiche interessa poco, ma troviamo assurdo che il socio di maggioranza (il Comune di Novi Ligure) tratti i dipendenti della sua azienda in questo modo. Non è della difesa del “pacco di Natale” che stiamo parlando, anzi, siamo ben lieti se l’azienda darà dei fondi per le famiglie meno abbienti, soprattutto dopo i disagi economici dovuti alla pandemia, ma troviamo ingiustificabile la logica di togliere ai lavoratori di un’azienda il dono natalizio in nome della solidarietà, questa è propaganda fatta sulla nostra pelle».

«Il pacco di Natale rappresenta una gratifica fatta dall’azienda nei confronti dei suoi dipendenti, un riconoscimento dell’impegno e della qualità del lavoro svolto – scrivono ancora nella lettera a Cabella – Vederlo passare come una “regalia” lo troviamo quantomeno offensivo. Questi attacchi inoltre danneggiano l’immagine dell’azienda».

Per queste ragioni chiediamo alla direzione del Gruppo Acos di schierarsi in difesa dei suoi lavoratori, chiedendo un incontro con i soci di maggioranza della società (Comune di Novi Ligure, Ireti Spa e Comune di Arquata Scrivia), con la nostra presenza. Noi dipendenti del gruppo Acos, come sempre, faremo il possibile per lavorare in modo serio e professionale, anche se questo clima non crea buoni presupposti».

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