Sabato 26 Settembre 2020

Agricoltura

Coldiretti: “i vincoli ai trasporti si riflettono sulla logistica delle merci”

Il vino è il prodotto tricolore maggiormente presente sulle tavole del gigante asiatico. In provincia il comparto vitivinicolo sta muovendo i primi passi verso la Cina

Coldiretti: “i vincoli ai trasporti si riflettono sulla logistica delle merci”

PROVINCIA - “Il mercato dell’agroalimentare tra la provincia di Alessandria e la Cina, soprattutto se parliamo del settore vitivinicolo, sta muovendo i primi passi ma l’emergenza del coronavirus ha innescato una brusca frenata. Anzi, proprio perché solo all’inizio, si rischia di avere ripercussioni ancora maggiori rispetto a chi esporta un prodotto già conosciuto e consolidato. Nel territorio alessandrino si guarda al mercato cinese con il Gavi, ma ovviamente anche con i grandi rossi della provincia: ora non possiamo che auspicare, come tutti del resto, che la situazione si sblocchi in tempi brevi”: così il presidente di Coldiretti Alessandria Mauro Bianco dichiara a fronte di quanto sta accadendo in questi giorni, riferendosi elle esportazioni di prodotti agroalimentari Made in Italy in Cina.

“La Cina per effetto di una crescita ininterrotta della domanda è entrata nella lista dei cinque Paesi che consumano più vino nel mondo ma è in testa alla classifica se si considerano solo i rossi. I vincoli ai trasporti per cercare di contenere il contagio si stanno riflettendo anche sulla logistica delle merci con incertezze e ritardi che impattano sugli scambi commerciali. A pesare sono anche i limiti agli spostamenti interni dei cittadini cinesi che cambiano le abitudini di consumo soprattutto fuori casa” spiega Bianco.

Il vino è il prodotto tricolore più esportato in Cina per un valore stimato dalla Coldiretti in 140 milioni di euro nel 2019. “A frenare le spedizioni agroalimentari Made in Italy sono le barriere tecniche ancora presenti per le produzioni nazionali. Se infatti è stato rimosso nel 2016 il bando sulle carni suine italiane e nel 2018 le frontiere si sono aperte in Cina per l’erba medica italiana, al momento per quanto riguarda la frutta fresca – aggiunge il direttore di Coldiretti Alessandria Roberto Rampazzo – l’Italia può esportare in Cina solo kiwi e agrumi mentre sono ancora bloccate le mele e le pere oggetto di uno specifico negoziato. Per riequilibrare i rapporti commerciali nell’agroalimentare bisogna superare gli ostacoli tecnici alle esportazioni agroalimentari Made in Italy”.

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