Sabato 07 Dicembre 2019

Strade

Come ridurre il rumore? “Stringiamo corsie degli spalti”

Asfalto fonoassorbente, Ztl, riduzione del traffico auto, Zone 30, mezzi pubblici elettrici e più piste ciclabili. “Costi esagerati, troppa manutenzione e anche a livello ambientale risultati negativi” il commento di Michelangelo Serra

Come ridurre il rumore? “Stringiamo corsie degli spalti”

ALESSANDRIA - In vista della revisione del Piano comunale di classificazione acustica delle strade del centro per abbattere il rumore del traffico veicolare, è stata fatta una mappatura su 27 chilometri con traffico superiore a 3 milioni di mezzi l'anno. Sono stati studiati 39 assi stradali, con misurazioni fonometriche: tutte le strade di quartiere e locali sono rientrate nella classe con limite di 65 decibel diurni e 55 notturni; mentre per le strutture 'protette' (scuole e ospedali) di 50 decibel diurni e 40 notturni. Valori di gran lunga superati vicino all'ospedale dove si superano i 60. Non va meglio nemmeno su vie a grande circolazione come spalto Marengo o in via Tiziano dove la velocità si ripercuote sull'abitato. Sono 11.600 le persone esposte al rumore e di queste più della metà esposte oltre il limite dei 65 decibel.

Come intervenire?
Con asfalto fonoassorbente almeno sulle arterie principali. Creazione di Ztl, riduzione del traffico auto e Zone 30. Queste le azioni a breve termine, insieme a mezzi pubblici elettrici e più piste ciclabili. Ed è una simulazione di strada con asfalto fonoassorbente a dare una fotografia di come potrebbe cambiare l'impatto acustico: “la riduzione di esposizione sotto la soglia limite passa dal 20% al 57%. E di notte dal 26% al 56%“. A quale prezzo? “Il costo stimato per i 39 assi stradali è di circa 7 milioni di euro”.

“Costi esagerati, troppa manutenzione e anche a livello ambientale risultati negativi” il commento di Michelangelo Serra (M5S). Che ha proposto invece “il restringimento delle corsie degli spalti, così da ridurre la velocità di transito, distanziando con marciapiedi più grandi, piste ciclabili o spazi verdi la vicinanza agli edifici”. Una strada sulla quale “gli uffici del Comune sono orientati da anni – ha risposto il dirigente, Marco Neri – trovando però spesso resistenza nella cittadinanza e nelle stesse amministrazioni”.

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