Giovedì 19 Settembre 2019

Emergenza sulle strade

Incidenti stradali dovuti ad animali selvatici: non solo abbattimenti

Riunione in Prefettura. Si pensa anche a metodi anticoncezionali di contenimento delle specie

Cinghiali e caprioli, proteste in tutto l’Ovadese

AGGIORNAMENTO: anche Coldiretti interviene sul problema degi incidenti provocati dalla fauna selvatica. “È da tempo ormai che i cinghiali non sono più un problema del solo mondo agricolo ma dell’intera società. – ha affermato il presidente provinciale Coldiretti Alessandria Mauro Bianco - Ogni misura adottata finora non ha portato a risultati significativi e per proteggere l’incolumità delle persone bisogna evitare concretamente che gli ungulati raggiungano i centri abitati. Le continue incursioni della fauna selvatica non mettono più solo a rischio la sopravvivenza delle imprese agricole locali ormai esasperate, ma anche la salvaguardia del territorio, l’incolumità delle persone e la sicurezza stessa degli animali, dato che un così alto numero di esemplari come ora, facilita la diffusione d malattie infettive. Non è quindi più solo una questione di risarcimenti ma è diventato un fatto di sicurezza delle persone che va affrontato con decisione. Non ci sono più alibi per intervenire in modo concreto e prevedere misure straordinarie per evitare che possano verificarsi altri incidenti.”

“Non basta il provvedimento che la Giunta regionale aveva approvato nei mesi scorsi, dando il via alle norme per attivare interventi riguardanti la prevenzione ed il controllo dei cinghiali. – ha aggiunto il direttore Coldiretti Alessandria Roberto Rampazzo - La tutela dell’ambiente non deve farci dimenticare la sicurezza stradale, per questo serve agire con tempestività su tutti i territori e specificatamente nelle aree collinari e montane, dove l'agricoltura è più difficoltosa, in cui si sono già persi oltre il 50% delle superfici coltivabili a causa proprio dei selvatici. Senza dimenticare che a rischio oggi è la sicurezza dell’intera collettività”.
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ALESSANDRIA – Una riunione in Prefettura per discutere del problema dell’aumento degli incidenti stradali provocati dall’attraversamento di animali selvatici, come caprioli e cinghiali: il tema è stato sollevato dal presidente della Regione, Alberto Cirio, che ha rilevato come il sovrappopolamento della fauna boschiva possa rappresentare non solo un grave danno per l’agricoltura, ma anche un pericolo per gli automobilisti. Per questo, il presidente ha chiesto ai Prefetti piemontesi di convocare le sedute dei Comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica, in cui fare il punto della situazione e individuare le soluzioni, che, pur nel rispetto degli animali, garantiscano l’incolumità dei cittadini.

Quello di Alessandria è stato il primo incontro, a cui era presente per la Regione il vicepresidente Fabio Carosso, oltre al prefetto Antonio Apruzzese, al Questore, al Comandante provinciale dei Carabinieri, al Comandante provinciale della Guardia di Finanzia, alla dirigente provinciale della Polizia stradale, alla Provincia e al Comune.

Dalla riunione sono emersi dati preoccupanti sulla sicurezza della circolazione nella provincia: nel 1° semestre del 2019 si sono verificati circa 150 incidenti provocati da fauna selvatica, lo stesso numero registrato nell’intero anno 2018.

“Non parliamo solo di abbattimenti, ma di metodi alternativi, sostenibili, che riescano però a limitare i numeri degli animali presenti sul territorio - ha dichiarato Carosso - Si potrebbe, ad esempio, pensare a una collaborazione con il corso di laurea in Veterinaria di Torino, per individuare dei metodi anticoncezionali di contenimento delle specie, già sperimentati con successo in altri Stati”.

Nel frattempo le forze dell’ordine alessandrine si sono impegnate a realizzare una mappatura del territorio, per individuare i luoghi e le dinamiche degli incidenti, per fornire ai decisori politici degli elementi per assumere le misure necessarie.

“Quando avremo un quadro completo di tutte le province - ha concluso Carosso - saremo in grado di studiare le azioni più opportune ed eventualmente di chiedere l’intervento del livello nazionale”.

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