Mercoledì 20 Gennaio 2021

Prof scrittrice

"Gli studenti non possono venire a scuola ma possono andare al bar"

Professoressa, blogger, scrittrice. Lunedì 11 presenta il suo libro, intanto racconta quest'anno scolastico incerto, a distanza, che danneggia soprattutto gli studenti

"Gli studenti non possono venire a scuola ma possono andare al bar"

Valentina Petri

ALESSANDRIA - La scuola vista da dietro la cattedra, raccontata dalla penna di una prof. 
Valentina Petri insegna lettere - non senza difficoltà, trovandosi di fronte una classe di futuri meccanici - all’istituto professionale Francis Lombardi di Vercelli e dal 2017 condivide le sue storie di scuola sulla pagina Facebook Portami il diario (Rizzoli). 
Lunedì 11 gennaio alle 18 sarà ospite dell’Incontro d’autore che si terrà in diretta streaming sul sito, sulla pagina Facebook e sul canale YouTube dell’Associazione Cultura e Sviluppo.

Inevitabile parlare con la prof di ritorno sui banchi, di didattica a distanza e di gestione dell'emergenza. "Oggi è il 6 gennaio. Ieri, 5 gennaio dell'anno del Signore 2021 abbiamo passato, tutti noi docenti, la mattinata e poi il pomeriggio a cercare di capire se si tornasse a scuola, e dove e come, e che classi. E se sì, con quale orario. Hanno aspettato il 5 per darci indicazioni". 

Nelle chat dei docenti - si, non è solo prerogativa degli alunni - si cerca di ridere su anche della disorganizzazione, ma l'impressione è che tutto sia deciso da un giorno all'altro, senza una vera idea precisa. "Noi docenti siamo un po' disorientati. Anzi, è l'anno di Dante, quindi come nave senza nocchiero in gran tempesta. Intanto un chiarimento importante: le scuole non sono chiuse. Le scuole riaprono. Quella che è rimandata è la presenza degli studenti, perchè domani le superiori vedono aprirsi le loro porte per i docenti, come me, gli alunni con BES, il personale amministrativo, quindi non siano esattamente sul divano a bere champagne come ci dipingono i giornali. E da scuola facciamo lezione agli studenti che sono a casa, in giorni che mi pare siano gialli (quindi non possono venire a scuola, ma possono andare al bar). La sicurezza, la salute da una parte, prima di tutto, certo. Ma dall'altra la fastidiosa sensazione che tutto sia deciso un po' volta per volta senza una visione a lungo termine che danneggia tutti, soprattutto i ragazzi".

Professori e studenti accomunati da un sentimento comune: "L'emergenza che sta diventando una normalità altra, diversa e che va gestita. Spero fortemente che questo 2021 ci riporti una scuola in presenza, una scuola capace di accogliere le nuove sfide che le sono state lanciate, ma al momento, spero soprattutto di rivedere i miei ragazzi, chiusi da tanto nelle loro camere, e di chiedere loro come stanno. Col tempo la didattica a distanza è diventata un'abitudine. Svegliarsi, collegarsi, "mutarsi e smutarsi". All'inizio era una novità: che bello non si va a scuola. Ma poi della scuola è rimasto solo l'aspetto didattico (lezioni, verifiche, compiti) e si sente la mancanza dell'aspetto sociale (le amicizie, le pause pranzo, gli intervalli, le ore di supplenza, le cotte, le vasche in corridoio). Si adattano meglio di noi, ma non è detto che stiano benissimo".

EDICOLA DIGITALE

sfoglia

abbonati

Le notizie più lette

La decisione

Piemonte in 'zona arancione'
da domenica

15 Gennaio 2021 ore 13:54
Video

Branchi di lupi
in provincia

07 Gennaio 2021 ore 11:29
.