Mercoledì 26 Gennaio 2022

Salute

Chirurgia robotica, un aiuto per combattere l’artrosi al ginocchio

Sempre più giovani soffrono di questa patologia

Chirurgia robotica, un aiuto per combattere l’artrosi al ginocchio

Antonello Della Rocca, ortopedico

L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che globalmente il 25% delle persone sopra i 25 anni soffra di dolore e disabilità associati all’artrosi. Ne parliamo con il dott. Antonello Della Rocca, specialista in ortopedia e traumatologia presso l’Humanitas Research Hospital di Rozzano (Milano) presente nel nostro territorio in provincia di Alessandria  (Tortona e Valenza).

Dottor Della Rocca, cos'è l’artrosi e chi può colpire?
“L’artrosi è una malattia articolare caratterizzata da lesioni degenerative a carico della cartilagine articolare. Non è più solo una malattia tipica della terza età, ormai colpisce spesso anche le persone più giovani. E per ogni età e stile di vita esistono vari trattamenti e tecniche medico-chirurgiche adeguate.

Quali sono, dunque, i trattamenti per l’artrosi?
Con l’artrosi non sempre è necessaria la protesi totale di ginocchio. Nelle fasi iniziali, infatti, possono essere efficaci altri trattamenti conservativi infiltrazioni, fisioterapia e medicina rigenerativa. Tuttavia, quando anche questi trattamenti non hanno più beneficio per il paziente, è preferibile valutare anche l’opzione della chirurgia robotica per l’impianto della protesi. 

In cosa consiste e quali i vantaggi?
L’estrema precisione data dalla tecnologia robotica applicata all’ortopedia protesica di ginocchio permette di ridurre drasticamente le cause principali di dolore anche a distanza dall’intervento, dovute a errori anche minimi di posizionamento della protesi. Poter tornare a camminare, fare le scale e muoversi senza dolore alle ginocchia è l’obiettivo, dopo l’intervento, per molte persone che soffrono di artrosi del ginocchio; per i più attivi e ai giovani, però,  che richiedono anche di tornare a fare sport, la chirurgia robotica rappresenta la tecnologia più avanzata oggi a disposizione per poter recuperare il massimo movimento naturale nel più rapido tempo attualmente possibile. 

 Come funziona la chirurgia robotica per la protesi di ginocchio?
“La chirurgia robotica è la più avanzata tecnologia oggi disponibile per la protesica di ginocchio. Il robot, in sostanza, sfrutta le immagini Tac del paziente per creare un modello 3D dell’arto su cui intervenire e su cui il chirurgo può eseguire una simulazione avanzata dell’intervento, dei risultati e degli eventuali rischi. In tal modo, il medico sa sempre anticipatamente qual è la taglia di protesi più adatta per ciascun paziente e il suo corretto posizionamento già prima di entrare in sala operatoria. La precisione del braccio robotico guidato dal chirurgo, consente di operare senza intaccare i tessuti sani circostanti. 

E’ di aiuto per il chirurgo e per il paziente…
Si, durante l’intervento, la tecnologia robotica usa uno speciale sistema di navigazione guidato da sensori posizionati in particolari punti della gamba del paziente che si interfacciano con il software del robot e permettono al chirurgo di eseguire in maniera estremamente precisa le azioni chirurgiche programmate, di valutare  l’anatomia e la cinematica (il movimento) dell’arto del paziente.  Ci aiuta a stabilire con precisione millimetrica l’inserimento del le componenti della protesi scelta.  Inoltre con il braccio robotico, nella mano del chirurgo, si asporta solo la porzione di osso minima necessaria (quella danneggiata, usurata) al posizionamento definitivo della protesi, senza sacrificare più osso del necessario e proprio grazie a questo e tenendo conto della struttura muscolare e della tenuta dei legamenti, e anche delle richieste funzionali di ciascun paziente, che sono aspetti fondamentali dell’intervento perchè permette al paziente, dopo l’intervento, di non avvertire la sensazione di corpo estraneo all’interno del ginocchio, e di avere un recupero più rapido con minor dolore. 

Quanti giorni sono di ricovero per una protesi di ginocchio?
Attraverso il protocollo ‘fast track’ adottato nei centri dove opero, sono sufficienti quattro giorni di ricovero, ma dopo poche ore dall’intervento, in genere, il paziente può camminare con l’aiuto delle stampelle che avrà imparato ad usare correttamente durante il percorso di preparazione all’intervento (fast track). E dopo la fisioterapia, necessaria anche con la chirurgia robotica, il paziente potrà tornare a fare quello che faceva prima dell’artrosi, anche nello sport”. 


Per informazioni:

MedicArt Tortona
via Brigata Garibaldi, 1A
0131 866267

MedicArt Valenza
via del Castagnone, 28
0131 920706
antonellodellarocca@hotmail.it