Lunedì 04 Luglio 2022

Fubine

Salvini sprona il Governo: "Cambiare rotta"

Festa della Lega: col leader anche Cuttica e Molinari (che parla di Alessandria)

matteo-salvini

Salvini, con esponenti della Lega, sul palco di Fubine

FUBINE MONFERRATO - Arriva e va in cucina, a salutare i volontari. Poi s'accomoda a tavola. Agnolotti e fritto misto, in menù. Accanto a lui, alcuni fedelissimi, ma anche la "gente comune".

Matteo Salvini torna in provincia, a una settimana di distanza dall'ultima apparizione (in piazza Marconi ad Alessandria), e torna a Fubine dopo qualche anno: l'ultima volta trovò centinaia e centinaia di persone e si trattenne a lungo per i selfie. Stavolta i numeri sono ridimensionati, come certificato anche dai recenti risultati elettorali del Carroccio.

Sul palco della Festa della Lega, salgono il padrone di casa, ovvero il sindaco di Fubine e parlamentare, Lino Pettazzi, il suo collega alessandrino Gianfranco Cuttica di Revigliasco, big della Lega provinciale e, naturalmente, Riccardo Molinari. Chiaro il suo discorso, non privo di autocritiche, ma anche trasudante voglia di convincere l'elettorato del capoluogo a confermare Cuttica a Palazzo Rosso.

Sbarchi e benzina

Poi Salvini. Non un discorso fiume, ma l'apprezzamento a Pettazzi ("che bello questo spazio, dove governa la Lega si vede"), a Fubine  ("questo paese è una capitale del turismo: tornerò") e pure a Cuttica. A seguire un ragionamento  incentrato sulla politica nazionale: "Gli sbarchi continuano, abbiamo un ministro dell'Interno un po' distratto". E ancora: "Governare tutti i giorni con Pd e Cinque Stelle non è la cosa più semplice del mondo. Io li ho avvisati: facciamo qualcosa altrimenti il 9 luglio ci troveremo la benzina a 2 euro e mezzo al litro". Poi, Salvini torna su temi che gli sono cari: "Basta con sta storia di genitore 1 e genitore 2 e basta contributi pubblici, sussistenza indiscriminata e 6 politico. Se di fianco a un diritto non ci sono i doveri, non andiamo da nessuna parte"

Da qui l'invito al Governo a cambiare rotta, dicendo no al reddito di cittadinanza e sì agli aiuti alle imprese perché "se non si abbassano le tasse agli imprenditori, non ci sarà salario per nessuno. Draghi dica se vuole stare con gli imprenditori o con chi ha strani concetti di famiglia. E aggiungo: bisogna stracciare le cartelle esattoriali, se non si vogliono strozzare gli italiani". C'è un altro no chiaro: "E' sbagliato togliere dal mercato le auto a diesel. Il risultato sarà il licenziamento di  100mila operai e a fare affari sarà soltanto la Cina".

Applausi, foto. La canzone "Un'estate italiana" a far da colonna sonora. E la musica da ballo può riprendere.

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