Martedì 07 Dicembre 2021

L'episodio

Agente aggredito al carcere Don Soria: 10 giorni di prognosi

Il Sappe, Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, protesta

don-soria-aggressione

Il carcere "Don Soria" di Alessandria

ALESSANDRIA - Ieri un detenuto del carcere ‘Don Soria’ di Alessandria ha aggredito un agente di polizia penitenziaria. Sull'accaduto protestano gli operatori della casa circondariale attraverso il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe.

Ricostruisce i fatti Vicente Santilli, segretario regionale per il Piemonte del Sappe: «Nella tarda mattina di ieri, venerdì 12 novembre, è avvenuta un’aggressione ai danni di un Agente della Polizia Penintenziaria nel carcere Don Soria di Alessandria da parte di detenuto che, come al solito, per futili motivi ha lanciato alcuni oggetti colpendolo ad una gamba (prognosi di 10 giorni di ospedale). Se non fosse immediatamente intervenuto altro personale di Polizia Penitenziaria in servizio, la situazione avrebbe potuto avere un bilancio peggiore. Massima solidarietà al collega ferito, ma così non va. Le carceri sono veramente al limite della governabilità, tra violenze e impunità».

«Servono i taser e lo spray al peperoncino»

Donato Capece, segretario generale del Sappe, esprime solidarietà e vicinanza ai colleghi di Don Soria, sostiene le rivendicazioni della Segreteria regionale del Piemonte e denuncia: «Quel che è accaduto ad Alessandria è di una violenza inaccettabile e ci ricorda, per l'ennesima volta, quanto sia pericoloso lavorare in un penitenziario. Ogni giorno giungono notizie di aggressioni a donne e uomini del Corpo in servizio negli Istituti penitenziari del Paese, sempre più contusi, feriti, umiliati e vittime di violenze da parte di una parte di popolazione detenuta che non ha alcuna remora a scagliarsi contro chi in carcere rappresenta lo Stato. Eppure, nessuno, al Ministero della Giustizia e al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, ha ancora dotato i Reparti di Polizia Penitenziaria di strumenti utili a fronteggiare ed impedire aggressioni fisiche e selvagge, ossia pistola “taser” e spray al peperoncino…. Basta! I vertici del Ministero della Giustizia e dell’Amministrazione Penitenziaria si sveglino dal torpore nel quale si trovano e adottino con urgenza immediati provvedimenti, a cominciare dalle tutele da assicurare al personale di Polizia Penitenziaria in servizio».

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