Venerdì 04 Dicembre 2020

Teatro

Giorgia racconta l'orrore della guerra

Ragazza della scuola Cavour protagonista di uno spettacolo premiato a Bologna

Giorgia racconta l'orrore della guerra

Giorgia in scena nello spettacolo a Bologna

Una vittoria tutta alessandrina con una ragazza della scuola media Cavour protagonista per uno dei festival nazionali più importanti.
La manifestazione è ‘Scenario infanzia 2020’ di Bologna e lo spettacolo si intitola ‘From Syria: is this a child?’. Nasce da un’idea di Miriam Selima Fieno di Valle San Bartolomeo. Nella regia è affiancata da Nicola Di Chio mentre le protagoniste sono Giorgia Possekel, studentessa della scuola media Cavour, e la siriana Edma Suliman, docente di lingue ad Alessandria da poco più di due anni e proveniente dalla drammatica esperienza del conflitto siriano.
Entrambe mettono in scena se stesse in uno struggente esempio di Teatro documentario che affronta il tema della guerra. Miriam Selima Fieno e Nicola Di Chio provengono dall’esperienza del collettivo Ballata dei Lenna che ad Alessandria aveva proposto spettacoli di notevole valore.

Già in prova a dicembre, lo spettacolo doveva debuttare a marzo o aprile. Quindi per il Covid è stato spostato a giugno e successivamente in questo autunno. In pratica, prima che scattassero i nuovi provvedimenti sul Covid 19, non ha potuto essere presentato se non nel festival bolognese, dove ha impressionato fortemente per la grande forza coinvolgente ed è stato subito premiato.
Genesi dell’iniziativa
Come nasce questo spettacolo? A suo tempo Giorgia racconta a sua cugina Miriam cosa accade nella sua classe e cosa intende fare da adulta. Alla domanda se vuole fare teatro risponde di sì con entusiasmo, spiegando gli argomenti di cui parlerebbe: tematiche contemporanee, i conflitti bellici oggi. Così lo spettacolo consiste in lei che racconta cosa è la guerra. Sono due le sue domande: se è giusto raccontare la guerra ai bambini e che essere umano vorrebbe diventare da grande per fare qualcosa per il mondo in cui vive. Partendo da questi presupposti inizia una sua ricerca personale. Si considera una bambina fortunata rispetto a quelli di altri paesi perché vive bene, ha una casa e una famiglia. Poi mentre scoppia la guerra in Siria i suoi genitori si separano. Per lei è un grande dolore e lo vuole raccontare. Facendo delle ricerche incontra ad Alessandria una ragazza che insegna inglese e francese. Si chiama Edma e le racconta il suo drammatico passato con la guerra in Siria iniziata nel 2012. Così Giorgia contrappone il suo dolore, legato alla separazione dei suoi genitori, a quella che subiscono i bambini del paese mediorientale. Lo spettacolo vuole fare riflettere sulle conseguenze della guerra sugli esseri umani e soprattutto sui bambini. Si interroga su cosa faremo da adulti per il mondo.

Nicola Di Chio e Miriam Selima Fieno sono sempre in scena: non recitano ma interagiscono con le due protagoniste con vari dispositivi tecnologici, dalle telecamere ai cellulari.
Negli ultimi anni hanno affinato la loro ricerca, cercando di mettere in scena un Teatro documentario, capace di utilizzare il potenziale del cinema con telecamere e immagini proiettate.
Il tutto parte sempre da una ricerca vera, fatta da loro, che viene messa a disposizione del racconto e quindi della spettacolarità della scena.

Per esempio, Giorgia è il personaggio che racconta nello spettacolo e questo vale anche per Edma. Il reale viene messo a disposizione del teatro e diventa documentario. In scena ci sono telecamere che lavorano dal vivo, documenti, fotografie, super 8, immagini degli anni Settanta e Ottanta. C’è anche un’intervista fatta con il cellulare da Giorgia a sua nonna. Questi dispositivi contemporanei di software, di montaggio, di telecamere sono realmente sul palco. Lo spettatore guarda l’artificio cinematografico, che però è messo a disposizione dello spettacolo teatrale. Il risultato è un coinvolgimento avvincente e di grande forza scenica.

Covid permettendo, la speranza è di poterle vedere lo spettacolo in primavera ad Alessandria.

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