Giovedì 03 Dicembre 2020

Sindacati

“Ripartire dal lavoro”: Cgil, Cisl e Uil in piazza per la mobilitazione nazionale

I segretari generali piemontesi Pozzi, Ferraris, Cortese: “Se non si interviene con progetti credibili, a rischio in regione circa 60mila posti di lavoro nei prossimi mesi”

Sindacati, protesta contro il Governo

ALESSANDRIA – Cgil, Cisl e Uil Piemonte, nell’ambito della mobilitazione nazionale delle tre confederazioni per venerdì 18 settembre, dal titolo Ripartire dal lavoro, promuovono tre manifestazioni territoriali a Novara, Alessandria e Cuneo.

Dopo l’iniziativa nazionale di Roma “La notte del lavoro” del 29 luglio e di Torino del 12 settembre, i sindacati confederali scendono di nuovo in piazza per rilanciare le loro proposte e sollecitare il confronto con il Governo.

Mentre il Paese e il Piemonte fanno i conti con le conseguenze sociali e occupazionali della pandemia, con migliaia di posti di lavoro già persi e molti altri che potrebbero saltare con la fine del blocco ai licenziamenti e la scadenza degli ammortizzatori sociali, Cgil, Cisl e Uil ribadiscono le loro priorità: riforma fiscale e lotta all’evasione, riforma degli ammortizzatori sociali, infrastrutture materiali e immateriali, innovazione, sanità, ricerca, scuola e rinnovi dei contratti nazionali di lavoro privati e pubblici, che riguardano più di dieci milioni di lavoratori.

Ad Alessandria, l’iniziativa sindacale, che si terrà alle 9.30 in piazza Santa Maria di Castello, sarà aperta dalla relazione del segretario territoriale della Cgil, Franco Armosino, seguiranno, moderati dal segretario territoriale Cisl, Marco Ciani, gli interventi dei delegati delle varie federazioni. Concluderà la manifestazione il segretario generale nazionale della Uil Fpl Michelangelo Librandi.

“Dopo Torino, che ha manifestato nei giorni scorsi, scendiamo in piazza nel resto della regione, nell’ambito della mobilitazione nazionale – spiegano i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Piemonte, Pier Massimo Pozzi, Alessio Ferraris, Gianni Cortese – per rimettere il lavoro al centro della strategia di rilancio del Paese e per chiedere un confronto con il Governo sui progetti finanziati dall’Europa (Recovery Fund, Sure e, speriamo, Mes) relativi alle priorità del Sistema Italia. Le manifestazioni sono anche l’occasione per richiamare l’attenzione sui problemi che investono la nostra Regione, a partire dall’emergenza lavoro. Nei prossimi mesi, se non si interverrà con progetti industriali credibili, saranno a rischio circa 60 mila posti di lavoro”.

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