Venerdì 04 Dicembre 2020

Alessandria

Vendita farmacie: chi può acquistare quote e titolarità?

Vendita farmacie: chi può acquistare quote e titolarità?

ALESSANDRIA - Forse è arrivata tardi la commissione consiliare Sviluppo del Territorio: il bando per l’alienazione (e quindi la vendita) della quota del 20% in capo al Comune di Alessandria e le sei licenze delle farmacie comunali è stato pubblicato lunedì 7 settembre.

Mentre la seduta si è tenuta ieri, martedì 8, ed è stata richiesta dai farmacisti per presentare alcune «problematiche giuridico-economiche» che potrebbero nascere. Lo hanno fatto con una consulenza del dottor Fontana, «data a chi fa questo mestiere, per analizzare tutte le condizioni da un punto di vista legislativo» ha spiegato il dottor Mutti (della farmacia Sacchi del Cristo), presente insieme alla dottoressa Braggio (farmacia centrale piazzetta della Lega).

Quali sono i problemi?

«Si intersecano diverse discipline – ha spiegato il consulente – che aprono le porte a diversi scenari e ovviamente opportunità a seconda che si ragioni solo sulla vendita della quota o anche della titolarità.

Poi ci sono i soggetti titolati a partecipare al bando di gara: «Potrebbero essere gli attuali soci di FarmAl (Alessandria salute e Edenfin), la stessa FarmAl come società oppure soggetti terzi». Ma non tutti hanno le “carte in regola” per poter acquisire sia le quote che la titolarità delle farmacie. Un esempio riportato da Fontana è stato quello degli attuali soci che possono partecipare per le quote, ma non per la licenza perché dovrebbero avere nell’oggetto sociale solo quella attività, quella solo delle farmacie. «E non è così». Oppure ancora la stessa FarmAl, che al contrario avrebbe i requisiti per la titolarità, ma non per le quote.

Ancora più ampio lo spettro degli scenari se si considera il caso di soggetti terzi interessati: o si acquista per conferire tutto in FarmAl e cambiare la regia societaria, oppure se si acquisisce la titolarità e anche la gestione, la società partecipata viene svuotata e la sorte di FarmAl è di andare in liquidazione o di essere tenuta in piedi, ma con altro oggetto sociale. Non meno importanti i diritti di prelazione.

Anche l’aspetto economico entra in gioco: nel 2008 venne fatto il contratto di servizio tra Comune e FarmAl, strumento per la gestione mista, per 60 anni. Ora se si vende la titolarità, e sono passati 12 anni sul totale previsto, si dovrà calcolare il valore economico prudenziale. «Con conseguenze».

Ancora tanti dubbi

Se da un lato quindi i farmacisti hanno deciso di portare all’attenzione alcune problematiche aperte in FarmAl, dall’altro anche dai banchi consiliari i dubbi restano. Forza Italia (che aveva tentennato durante la votazione del Dup in Consiglio comunale, visto l’inserimento di questa volontà di alienazione) in primis, ma anche il gruppo di SiAmo Alessandria con il presidente Bianchini, che ha posto una serie di domande a cui non è stata data risposta per l’assenza di una parte “tecnica”, come quella del dottor Zaccone che però in questa partita è anche Rup del procedimento.

E così c’è stato chi, come il consigliere Giorgio Abonante (Pd) sostenuto da Michelangelo Serra del M5S, ha chiesto la sospensione di mezz’ora della Commissione, la visione del bando che è già uscito e la prosecuzione della discussione avendo «tutti gli elementi in mano. Se no cosa stiamo qui a fare?». Ci sarà tempo… almeno secondo il presidente di commissione Bovone, che non ha ritenuto necessario né opportuno seguire questo iter.

E dal lato politico…

La presenza del vicesindaco Davide Buzzi Langhi è servita a chiarire il percorso che la giunta ha intrapreso. Sottolineando che se la gara andasse deserta non ci sarà un ribasso d’asta. E anche che si valuteranno le offerte di 3 milioni e 400mila euro, che è il valore «vista la necessità che ha oggi il Comune, con una quota di 3 milioni 900mila euro l’anno del Piano di Riequilibrio che si inseriscono in un quadro di spesa dell’ente dove la quota residuale di denaro è davvero bassa.

«Viste anche le richieste arrivate dalla Corte dei Conti, abbiamo deciso di presentare loro un piano che non sia solo di dichiarazioni d’intenti, ma che abbia già azioni concrete e avviate. Per questo è stato fatto tutto in modo frettoloso».

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