Martedì 17 Maggio 2022

Alessandria

Omicidio via Parma: Andrea Casarin risponde alle domande del magistrato

Probabilmente vide la donna il giorno in cui poi morì, ma nega ogni addebito  

Omicidio via Parma: Andrea Casarin risponde alle domande del magistrato

Andrea Casarin

ALESSANDRIA - Omicidio di via Parma: da una parte l’accusa che presenta prove certe, dall’altra la difesa che proclama l’innocenza dell’arrestato.

In quattro ore e mezza di interrogatorio, davanti al pubblico ministero Marcella Bosco, e insieme al suo avvocato, Alexia Cellerino, Andrea Casarin - 47 anni - ha raccontato oggi la sua verità sul rapporto intercorso con Altagracia Gil Corcino, trovata morta nel giugno 2006 nell’alloggio di via Parma ad Alessandria. L’uomo è accusato dell’omicidio della donna. Ad incastrarlo i Carabinieri del Comando Provinciale, a distanza di quattordici anni dal delitto. Determinanti le impronte e il Dna rilevato sul luogo del delitto che hanno trovato un riscontro dopo l’arresto per droga di Casarin.

Il 47enne ha raccontato di aver incontrato la donna tre o quattro volte, probabilmente era stato in quell’appartamento il giorno in cui fu uccisa ma non riesce a localizzare la sua presenza in uno spazio temporale preciso visto il tempo che è passato. In quel contesto, secondo l’arrestato, troverebbe collocazione anche la gomma da masticare che avrebbe gettato o nel cestino dell’immondizia o in un posacenere (la gomma fu rinvenuta sul letto, ndr). Per lui masticare il cicles è una costante che non è mai cambiata, come abituale è gettarla prima di un rapporto.

Casarin, arrestato il 10 agosto agosto, ha reso un interrogatorio sereno senza particolari problematiche, spiega il suo avvocato: “Ha risposto a tutte le domande del magistrato, anche se su alcuni punti questi 14 anni non hanno permesso la massima precisione. E ha ribadito la sua innocenza”. 

E le impronte sul nastro? Anche per quel fatto ci sarebbe una spiegazione, avrebbe spiegato il 47enne. L’uomo ha sostenuto di aver aiutato la Corcino  a costruire uno scatolone. In quel frangente toccò il nastro in uso alla donna, e questo può essere il motivo, spiega la Cellerino, per cui hanno trovato le sue tracce sul rotolo. Il Dna sul pezzo di scottex? Lo utilizzarono entrambi dopo i preliminari”.

Andrea Casarin ha poi parlato della sua vita, passata e attuale. Ha spiegato di aver amato due donne. “La prima, il cui legame si interruppe circa un anno prima di conoscere la Corcino in un locale del Pavese. La seconda, e attuale compagna, conosciuta proprio nel 2006, che non ha mai tradito e da cui ha avuto una bambina”.

Ora è rinchiuso nel carcere di piazza Don Soria, ad Alessandria. L’avvocato Alexia Cellerino sta valutando se presentare richiesta al Tribunale del Riesame.

Diametralmente diversa la posizione degli inquirenti che negli ultimi mesi hanno costruito un quadro probatorio contro il 47enne che ha portato all’arresto e al carcere, e che le risposte del 47enne non avrebbero sostanzialmente scalfitto.

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