Mercoledì 23 Settembre 2020

Il caso

Discarica Sezzadio, gli alberi non saranno ripiantati

Il Tar ha accolto il ricorso della Riccoboni e annullato l'ordinanza del Comune che ordinava il ripristino dell'area

Discarica di Sezzadio, i sindaci tornano all'attacco. "Fermare i lavori. Vincoli ambientali non rispettati"

L'area di Cascina Borio

SEZZADIO - Gli alberi all'ingresso della discarica di Sezzadio, oggetto di un progetto della Riccoboni Holding, non potevano essere classificate come “bosco”. Lo specifica il Tar, tribunale amministrativo regionale, nella sentenza che accoglie il ricorso dell'azienda contro l'ordinanza del 4 settembre 2019 con la quale il comune di Sezzadio ordinava alla Riccoboni “la rimessione in ripristino a propria cura e spese”.

Si chiude amaramente, per il Comune, la vicenda che aveva visto l'amministrazione promotrice del ricorso, a seguito, peraltro, di una relazione dei Carabinieri forestali i quali avevano eseguito un sopralluogo, appurando, appunto, che gli alberi non c'erano più.

A dare l'annuncio della vittoria davanti al Tar che annulla ordinanza, è una nota della Riccoboni Holding: «Nel dispositivo della sentenza i giudici amministrativi hanno evidenziato sia che “la tesi della presenza di un’area vincolata a bosco è stata prospettata dal Comune a posteriori ed al di fuori della conferenza di servizi (scelta proceduralmente già ampiamente discutibile), di fatto finendo per contraddire, senza neppure una opportuna partecipazione procedimentale della società ricorrente, gli esiti del procedimento già favorevolmente conclusosi per la ricorrente con la regolare partecipazione del Comune”, sia, a proposito della perizia disposta dal tribunale per accertare se nella zona in oggetto esistesse o meno un bosco, che “il verificatore ha quindi concluso in termini rigorosi e puntuali che, pur con una valutazione prudenziale e conservativa, la zona non ha le caratteristiche per essere classificata bosco”».

Alla soddisfazione di Angelo Riccoboni, amministratore delegato del Gruppo Riccoboni Holding, si contrappone l’amarezza del sindaco di Sezzadio, Enzo Daniele, e dei comitati di cittadini che si oppongono alla realizzazione della discarica, il cui iter non è ancora concluso.

«Siamo soddisfatti – dichiara invece Angelo Riccoboni - della conclusione di questa vicenda sul cui esito non abbiamo mai nutrito dubbi perché consapevoli di aver agito nel rispetto della legge e di tutte le prescrizioni dettate dall’Autorizzazione di Impatto Ambientale. Resta l’amarezza per il tempo speso per seguire un ulteriore contenzioso privo di fondamento che ha prodotto solo ritardi al programma dei lavori per la nostra azienda e nuove spese legali da sostenere a carico, oltre che nostro, della collettività di Sezzadio. Ho sempre ribadito in tutte le sedi che ero disponibile a far verificare la serietà del lavoro che faremo a Sezzadio in qualità di impresa italiana d’eccellenza nel ramo della gestione ambientale e attenta a generare valore anche per i territori in cui si insedia. D’ora in poi mi piacerebbe essere misurati su questo, anziché sfidati per vie legali».

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