Venerdì 07 Agosto 2020

Rifiuti

I dubbi di M5S e Pd sul nuovo sistema di raccolta

Il progetto presentato in commissione

‘Città Intelligente’: innovazione tecnologica nella raccolta rifiuti

ALESSANDRIA - È stato un ‘primo appuntamento’ a cui la minoranza (Pd e M5S) sperano ne facciano seguito altri, per chiarire ancora alcuni aspetti del project financing presentato dal gruppo Amag per il nuovo sistema di raccolta rifiuti di Alessandria e sobborghi. Nella prima seduta di commissione – alla presenza dell’assessore Paolo Borasio e dei vertici dell’azienda partecipata – domande di chiarimento su come – e se – funzionerà.
Ma anche dubbi su questa scelta e investimento: 15 milioni “con rate nei 9 anni che visti i risparmi, si ripagano, senza apportare costi sulla comunità” ha precisato l’assessore, supportando la tesi dell’ad di Amag, Ferrari, che comunque “non esiste un sistema perfetto”.

Le critiche
La premessa è corale da parte dell’opposizione: “non siamo contrari a prescindere, però…”. Restano perplessità su un progetto arrivato a fine mandato (“quando noi facciamo interpellanze dal 2018”, asseriscono i 5 Stelle) che vedrà la luce con la nuova amministrazione che si ‘lega’ per 9 anni con un investimento ingente per un sistema “che poteva essere sperimentato in zone a bassa densità con cassonetti intelligenti. Mentre in altri quartieri provare con un porta a porta spinto” ha controproposto Serra. E visto che in alcune città questo sistema funziona (come a Ferrara, modello preso e studiato da Amag) e in altre meno (Livorno), “abbiamo garanzia che raggiungeremo il 70% di differenziata?”.

Perplessità condivise anche dal vicepresidente del Consiglio comunale, Mazzoni, che ha chiesto dati ad Amag sulle diverse realtà italiane che già utilizzano questo sistema. E sottolineando difficoltà a comprendere come si riuscirà ad applicare la ‘tariffa puntuale’ anche dove continuerà il porta a porta, cioè in centro e in alcune zone del Cristo.

“In quel caso sarà una tariffa puntuale volumetrica – ha spiegato l’ad di Amag Ambiente, Borlasta – cioè sulla base di quanto viene misurato nello svuotamento dei cassonetti, esposti solo quando pieni e non con un servizio come lo è ora”.

Per i 5 Stelle “si poteva pensare ad una ventina di assunzioni in più e tentare la strada del porta a porta spinto”. In contrasto con l'amministrazione: “se si devono fare scelte, non si fanno sulla base del proprio gusto, ma sul risparmio e il miglioramento complessivo del servizio per tutta la città. Qui la stessa cifra spesa copre un bacino di 72mila persone, con il progetto di porta a porta se ne copriva 50mila. E senza contare che per il servizio di esposizione dei bidoni, serve molto più personale (26 unità minino) con un aggravio di un milione e mezzo di spesa... che peserebbe sui cittadini”.

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