Venerdì 07 Agosto 2020

L'analisi

Cassa integrazione: saldo negativo di 3,1 miliardi di euro dal 2008 al 2019

Uno studio della Uil Servizio Lavoro, Coesione e Territorio dalla crisi del 2008 fino all’anno antecedente l’emergenza sanitaria Covid-19

Edilizia e formazione, la Regione per la ripartenza

immagine d'archivio

ECONOMIA - Quali costi abbiamo sostenuto complessivamente per garantire il sistema degli ammortizzatori sociali dalla crisi del 2008 fino all’anno antecedente l’emergenza sanitaria Covid-19?

Dall’elaborazione dei Rendiconti Generali dell’Inps effettuato da Uil Servizio Lavoro, Coesione e Territorio , in 12 anni (dal 2008 al 2019) le risorse complessivamente spese per la cassa integrazione guadagni ammontano a 49,7 miliardi di euro, a fronte di 46,6 miliardi di euro di entrate sostenute da aziende e lavoratori privati, con un saldo negativo di periodo pari a 3,1 miliardi di euro.

La spesa per la cassa integrazione ordinaria è stata di 15,6 miliardi di euro, a fronte di 33,1 miliardi di euro di entrate, ed è l’unica gestione ad aver registrato, nei 12 anni considerati, un saldo positivo di 17,5 miliardi di euro.

La gestione straordinaria ha visto costi per 25,4 miliardi di euro ed entrate pari a 13,3 miliardi di euro, chiudendo il periodo con un saldo negativo di 12 miliardi di euro. La cassa integrazione in deroga, totalmente a carico della fiscalità generale, ha registrato uscite per 8,7 miliardi di euro ed entrate pari a 161 milioni di euro, con un saldo negativo di 8,6 miliardi di euro.

Nel periodo considerato, l’anno più critico è stato il 2013 che ha visto spese per 6,8 miliardi di euro di cui il 52,4% assorbite dalla cassa integrazione straordinaria (con un costo di circa 3,6 miliardi di euro). Questo anno registra anche il saldo negativo tra entrate e uscite più alto pari a circa 3 miliardi di euro.

Dall’analisi delle singole gestioni, la cassa integrazione ordinaria ha registrato il costo maggiore nel 2009 (il primo anno in cui la crisi iniziata nel 2008 ha cominciato ad avere effetti negativi sul fronte occupazionale) con un ammontare di uscite pari a 2,9 miliardi di euro e unico anno che ha registrato un saldo negativo pari a 157 milioni di euro; a seguire il 2013 con oltre 1,9 miliardi di euro e il 2010 con quasi 1,9 miliardi di euro.

Con una incidenza del 61,1% sul totale annuo dei costi per la cassa integrazione, il 2014 con oltre 3,7 miliardi di euro di uscite, è l’anno più sfavorevole per la cassa integrazione straordinaria e ciò è evidente anche dal saldo negativo annuale finale pari a circa 2,7 miliardi. Segue il 2013 in cui le uscite per questa gestione ammontano a circa 3,6 miliardi e il 2010 con un esborso di oltre 2,7 miliardi di euro.

La cassa integrazione in deroga, introdotta nel 2009 per garantire uno strumento di sostegno al reddito alle lavoratrici e lavoratori non coperti dalla cassa integrazione e finanziata attraverso la fiscalità generale, è stata successivamente abolita con la legge 92/2012 ed oggi, a seguito dell’emergenza Covid-19 è stata nuovamente reintrodotta.

Questa gestione ha visto nel 2012 l’annus horribilis: un costo di oltre 1,7 miliardi di euro, seguito dal 2011 con circa 1,5 miliardi di euro e dal 2013 con circa 1,3 miliardi di euro.

Nel 2019 le uscite per la cassa integrazione sono pari a 1,4 miliardi di euro di cui 488 milioni di euro per la gestione ordinaria, 890 milioni di euro per la gestione straordinaria e 15 milioni di euro per la gestione in deroga che sono residui di provvedimenti degli anni precedenti.

Sempre nel 2019 aziende e dipendenti privati hanno versato contributi per un totale di 4,2 miliardi di euro destinati a garantire il sostegno al reddito in costanza di rapporto di lavoro, con un saldo positivo di 2,8 miliardi di euro, di cui 2,4 miliardi di euro derivanti dalla cassa integrazione ordinaria che quest’anno evidenzia il più alto saldo positivo degli ultimi 12 anni.

Nell’ultimo anno, preso in considerazione (2019), la spesa complessiva per tutti gli ammortizzatori sociali (cassa integrazione, Naspi, disoccupazione speciale agricoltura, etc.) ammonta a 19 miliardi di euro, di cui il 7,3% è assorbito dai costi della cassa integrazione pari a circa 1,4 miliardi di euro.

Nei primi 5 mesi del 2020 a fronte di oltre 1,7 miliardi di ore autorizzate di cassa integrazione, la spesa ammonterebbe, secondo una stima della Uil, a 14,3 miliardi di euro. Ciò significa che in soli 5 mesi si è spesa una cifra pari a 10 volte l’importo dell’intero 2019, ovvero quasi 1 punto di Pil.

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