Alessandria, il presidio davanti al Tribunale per il processo Solvay: rinvio a giugno
Nelle aule di giustizia alessandrine, è iniziata l’udienza preliminare. Forte critica degli attivisti al comportamento di Regione e Ministero dell’Ambiente
L’udienza davanti al Gup è stata rinviata: fissate due udienze a giugno. Gli attivisti criticano fortemente l’atteggiamento di Regione e Ministero dell’Ambiente, parte civile. Nel processo sono ancora parti civili WWF (con Vittorio Spallasso), Legambiente nazionale (con l’avvocato Cristina Carola Giordano), e il circolo di Legambiente Ovada.
Le parti sono riunite in aula, davanti al Gup, Arianna Ciavattini. Presente il pubblico ministero Enrico Arnaldi di Balme. Presenti gli avvocati della difesa dei due dirigenti ex Solvay, e i legali delle parti civili.
Un fascicolo spinoso: la procura contesta l’ipotesi di disastro ambientale colposo a Stefano Bigini e Andrea Diotto.
L’inchiesta bis ha preso il via dall’avvocato alessandrino Vittorio Spallasso, già motore del primo procedimento concluso nel 2019, con l’esposto firmato dal WWF nel giugno 2020. Insieme alle colleghe Laura Pianezza e Greta Accatino, Spallasso rappresentava un centinaio di Spinettesi. Tra gli avvocati di parte civile anche Giuseppe Lanzavecchia e Davide Daghino.
ALESSANDRIA – Caso Solvay: si sta organizzando il presidio davanti al Tribunale di Alessandria in vista dell’udienza dal Gup, che avrà inizio alle 10.
Attivisti, ambientalisti, comitati e cittadini che ora aderiscono a un unico movimento – “Ce l’ho nel sangue. Giustizia per Spinetta e per tutta la Fraschetta” – intendono squarciare il silenzio che per anni ha avvolto la questione inquinamento nell’Alessandrino.
Un presidio monitorato da Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza. Intanto, nelle aule di giustizia alessandrine, tra poco si dovrà analizzare il caso che vede due ex direttori Solvay operativi a Spinetta, all’interno del polo chimico, accusati dalla Procura di “disastro ambientale colposo”.