Cgil, Cisl, Uil sciopero e presidio contro la manovra
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Redazione - redazione@alessandrianews.it  
12 Dicembre 2011
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Cgil, Cisl, Uil sciopero e presidio contro la manovra

Confermato per oggi, lunedì, lo sciopero di Cgil, Cisl e Uil contro la manovra del governo Monti, nonostante l'incontro di ieri tra i segretari delle tre sigle e il primo Ministro. Alle 10, davanti alla prefettura, presidio dei manifestanti

Confermato per oggi, lunedì, lo sciopero di Cgil, Cisl e Uil contro la manovra del governo Monti, nonostante l'incontro di ieri tra i segretari delle tre sigle e il primo Ministro. Alle 10, davanti alla prefettura, presidio dei manifestanti

Cgil, Cisl e Uil ritrovano l’unità nella contestazione contro la manovra del governo Monti. Per oggi, lunedì sono state proclamate tre ore di sciopero in tutta Italia, accompagnate da presidi davanti alle prefetture. Ad Alessandria la manifestzione si terrà in piazza della Libertà, davanti a palazzo Ghilini.
I sindacati chiederanno inoltre un incontro a tutti i partiti per sollecitare la presentazione di emendamenti nella fase della discussione parlamentare.
Saranno effettuati presidi permanenti davanti alla Camera dei Deputati ed al Senato fino alla conclusione dell’iter parlamentare previsto per la manovra. Lo sciopero è rimasto in forse fino a domenica sera: Monti e i segretari delle tre sigle si erano infatti incontrati nel tardo pomeriggio. Ma dopo due ore di colloquio, è arrivata la conferma della manifestazione.

Ecco come i segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil avevano spiegato le ragioni dello sciopero durante le presentazione:
“Una riforma di sistema non può penalizzare gli anziani senza favorire i giovani – ha spiegato il segretario provinciale Cisl Alessio Ferraris, rincarando subito la dose – Di tutte le variabili negative esistenti il governo Monti le ha scelte tutte. Cancella, di fatto, le pensioni di anzianità. I grandi patrimoni non sono toccati, segno di iniquità. L’Ici non doveva esserci e invece è tornata, con altro nome, Imu; ad essere cambiato è solo l’aumento al 60% delle rendite catastali, una cosa insostenibile per moltissimi. In aggiunta -ha proseguito Ferraris- non c’è la benché minima traccia di un progetto di sviluppo. Da Berlusconi a Monti cambia poco: si è attenti solo a manovre depressive. Si reprime un’economia già stagnante”.

Della stessa idea è anche la Cgil. Proprio per questo motivo è stato possibile unirsi : “Questa manovra non si oppone veramente all’emergenza, serve solo a mettere un tappo senza rilanciare un crescita –dice Silvana Tiberti– Salvaguarda le fasce più deboli ma continua a produrre l’impoverimento del ceto medio. I due pilastri su cui poggia sono la reintroduzione dell’Ici sotto altro nome e le pensioni. Queste ultime hanno bisogno di una riforma che sia rivolta ai giovani, altrimenti nel giro di una generazione ci saranno anziani poveri. E una riforma pensionistica non può essere fatta senza un ridisegno generale del mercato del lavoro. Si rischia se no, come vuole Confindustira, un alibi per fare pulizia di personale non più desiderato, producendo in tal modo un esercito di 50-60enni senza reddito”.

A sottolineare l’importanza di essere uniti in questo momento è anche Aldo Gregori, segretario provinciale Uil, che sottolinea “avevamo chiesto una discontinuità rispetto al governo Berlusconi invece c’è continuità, non si cambia la tendenza. I costi della politica vengono toccati solo in una piccola parte, così anche la lotta all’evasione fiscale. Fatta in questo modo, nella manovra non c’è equità sociale. Senza contare poi che una grande fascia di lavoratori in mobilità continua a non avere ammortizzatori sociali. Lo sciopero serve per far sentire la nostra voce -conclude Gregori- e per dire che il fenomeno che deve andare avanti è quello della crescita e non, all’opposto, un’accelerazione della recessione come avviene nel piano governativo”

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