Domenica 18 Agosto 2019

"Parenti serpenti": a teatro la "famigliaccia" che esplode

Sabato 17 novembre un nuovo appuntamento di “Ambra brama di teatro”. La Compagnia dell'Ambra porta in scena lo spettacolo di Carmine Amoroso con la regia di Daniela Tusa

"Parenti serpenti": a teatro la "famigliaccia" che esplode
ALESSANDRIA - Sabato 17 novembre alle 21 al Teatro Ambra di viale Brigata Ravenna si terrà il secondo appuntamento della XII edizione della stagione teatrale Ambra Brama di Teatro con la Compagnia dell’Ambra dell’Associazione I Pochi che porterà in scena lo spettacolo Parenti serpenti di Carmine Amoroso. In scena Silvia Pivotto, Giancarlo Guazzotti, Alida Ciotti, Marcello Barbera, Sara Amodio, Claudio Notti, Fabrizio Odicino, Andrea De Luca, Lodovica Reggio e Michele Nicoletta Levcenco. La regia è di Daniela Tusa, la scenografia di Gianni Trinchieri e le musiche di Andrea Negruzzo.

La storia di Parenti serpenti, nota al pubblico grazie al film diretto da Mario Monicelli nel 1992, si svolge in Italia agli inizi degli anni ’90 . Si sta per festeggiare il Natale e come ogni anno i componenti di una famiglia si riuniscono per passare le festività insieme. Tutto sembra scorrere tranquillamente, nell'ordinaria routine festiva composta da cenone della vigilia, un Natale “con tutti crismi”: fuori nevica e il clima è assai allegro, ridanciano, amorevole, si cede spesso ai ricordi degli anni passati, dell’infanzia, alla nostalgia del tempo che passa e che cambia le cose, fino a quando l’anziana madre Trieste annuncia ai figli la decisione presa assieme al marito Saverio che li metterà spalle al muro costringendoli a fare i conti per la prima volta con una grande responsabilità: prendersi cura dei genitori anziani, che stanno per raggiungere quell’età in cui la perdita dell’autosufficienza diventa una probabilità concreta. Spaventati da questa eventualità, i figli si scoprono incapaci di affrontare la situazione, ognuno perché o troppo preso dalle proprie intoccabili abitudini e frustrazioni, o perché non disposto a rinunciare ad equilibri conquistati a fatica. Questa paura genera in loro un senso di colpa che esploderà in rivendicazioni, rinfacciamenti, vigliaccherie di ogni genere, violenti litigi che faranno crollare miseramente le maschere indossate fino a quel momento.

Il ritratto che l’autore Carmine Amoroso dipinge con questa commedia dai toni amari e che la regia di Daniela Tusa intende ricalcare è quello di una “famigliaccia” piccolo-borghese, come lo stesso Monicelli l’ha definita, dove tutti sono pronti alle più sguaiate espansioni sentimentali: dalle lacrime, alle proteste più teatrali, come alle aggressività convulse e insieme melense. “Una famigliaccia, quanto mai solidale negli egoismi, nei gusti vittimistici, infelicissima e malata, bombardata dai rotocalchi e dall’interminabile voce della televisione, ma non per questo da assolvere, una famigliaccia da non assolvere per niente, anzi, da far esplodere”. Siamo all’indomani della caduta del muro di Berlino, alle soglie dello storico passaggio, per il nostro paese, dalla prima alla seconda Repubblica che rappresentò la fine di un’epoca e l’inizio di una nuova e che ha rivoluzionato profondamente gli usi e i costumi, i comportamenti, la mentalità della nostra società politica e civile.

Ingresso 12 euro ridotto 10.

La rassegna è realizzata grazie al contributo di Alegas.

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