Giovedì 19 Settembre 2019

Valorial e Svial: presa d'atto del fallimento

Le due società del Comune che si occupavano della valorizzazione del patrimonio immobiliare sono giunte, dopo una lunga agonia, al capolinea. Troppi debiti e la svalutazione degli immobili hanno comportato il fallimento.

Valorial e Svial: presa d'atto del fallimento
ALESSANDRIA - E' arrivato anche il parere favorevole della commissione di Palazzo Rosso per la dismissione delle due società di Palazzo Rosso che si sono occupate di "valorizzare" il patrimonio immobiliare dell'Ente.

Svial e Valorial hanno situazioni debitorie tali che non c'è altra via se non quella del fallimento, come già previsto da tempo. La colpa, secondo il ragioniere capo Zaccone, è da ricercarsi nel crollo del mercato immobiliare avvenuto negli ultimi anni, tale da svalutare le proprietà ancora in vendita e non consentire così di coprire i debiti accumulati con le banche.

L'ultima ipotesi di salvataggio, legata a un possibile intervento di Amag, "è definitivamente tramontata calcolatrice alla mano, perché i debiti erano tali da risultare impossibile che venissero assorbiti dalla società senza un impatto troppo grande sui suoi conti". Per il 19 settembre è stata così fissata l'udienza di pre fallimento. A pesare sull'avvio dell'iter per Svial è stata anche la messa in vendita da parte del tribunale dell'ex consorzio agrario, con l'obbiettivo di ottenere liquità per saldare il debito con un privato, che non aveva visto saldate le sue parcelle. "Quel provvedimento è stato impugnato - come spiegato dal ragioniere capo - perché esiste una norma di 'segregazione giuridica' che impedisce a creditori diversi da quelli che hanno partecipato alla cartolarizzazione (in sostanza le banche) di ottenere la messa in vendita di un'immobile per vedere sanato il proprio credito". La sospensione del'asta pubblica non è però stata concessa e così l'ex consorzio è stato venduto per 650 mila euro, dopo alcune aste andate deserte. Questo ha ulteriormente aggravato la situazione debitoria della società, tanto da rendere inevitabile il fallimento, di fatto ratificato dalla commissione durante la seduta di giovedì 6 settembre (voto favorevole dei consiglieri di maggioranza e astensione di quelli di minoranza). 





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