Mercoledì 21 Agosto 2019

Morì asfissiato, lei a processo per omicidio

Per il gioco erotico finito in tragedia la donna dovrà comparire davanti alla Corte d'Assise per rispondere di omicidio preterintenzionale. La prima udienza tra un anno

Morì asfissiato, lei a processo per omicidio
CRONACA – Dovrà comparire davanti alla Corte d'Assise di Alessandria, il prossimo 13 maggio 2019, l'architetto Gianna Damonte, 58 anni di Novi Ligure, per rispondere dell'accusa di omicidio preterintenzionale per la morte di Riccardo Sansebastiano. Secondo il pubblico ministero Andrea Zito, che ha formulato l'accusa al termine delle indagini, la donna avrebbe, seppur non intenzionalmente, provocato la morte dell'amante “attraverso un'azione violenta”, come recita l'articolo del codice penale.
Respinge l'accusa Gianna Damonte, assistita dagli avvocati Stefano Savi e Manuela Calzetta di Genova. Ieri, davanti al giudice per l'udienza preliminare, ha deciso di affrontare il giudizio, davanti ai giudici togati e ai giudici popolari che comporranno la Corte, senza optare a riti alternativi che le avrebbero consentito, in caso di condanna, uno sconto di pena.
Sansebastiano morì il pomeriggio dell'11 luglio 2016, in una mansarda in via Maggioli, al quartiere Cristo durante un gioco erotico dal finale tragico e inaspettato.
Lui, consenziente, era stato legato con le mani dietro la schiena e il collo attorno ad un palo. Lei lo ha lasciato verso le 14 del pomeriggio. Avrebbe fatto ritorno verso le 17. Ma quando arrivò nell'appartamento, luogo dei loro incontri, la donna lo ha trovato agonizzante. Chiamò i soccorsi, ma non vi fu più nulla da fare.
Non avevano probabilmente tenuto conto del fatto che la temperatura all'interno della mansarda, non ventilata, aveva raggiunto i quasi 40 gradi. Un caldo afoso che ha fatto perdere le forze a Sansebastiano, impossibilitato a liberarsi. Secondo l'autopsia la morte darebbe stata provocata da “asfissia da impiccamento”. Lui, forse senza neppure rendersene conto, ha perso i sensi e si è accasciato. La catena che gli cingeva il collo ne ha provocato il soffocamento.
Il 13 maggio del prossimo anno si terrà la prima udienza. Le figlie di Sansebastiano si sono costituite parti civili con l'avvocato Massimo Grattarola.

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