Martedì 02 Giugno 2020

Processo polo chimico, ammesse nuovamente le parti civili

Prima udienza a Torino alla corte d'Appello per l'inquinamento della Fraschetta: ammesse tutte le parti civili. Il 21 febbraio la requisitoria del pubblico ministero. Ad aprile potrebbe esserci la sentenza

Processo polo chimico, ammesse nuovamente le parti civili
CRONACA - Ammesse tutte le parti civili al processo davanti alla Corte d'Appello di Torino per l'inquinamento causato dalla aziende del polo chimico (Ausimont e Solvay) a Spinetta Marengo.
Ieri si è aperta la nuova pagina giudiziaria, dopo la sentenza di condanna per quattro degli otto imputati al processo di primo grado, che si era svolto ad Alessandria. Un'udienza sostanzialmente "tecnica" quella di ieri, con l'appello delle parti in causa e l'ammissione delle parti civili, una ventina di abitanti o lavoratori dello stabilimento, le associazioni, il ministero dell'Ambiente e la città di Alessandria. E' uscita di scena la Provincia, invece. 
Fissato anche il calendario delle prossime udienze: il 16 febbraio per eventuali eccezioni sollevate dalle parti; il 21 febbraio, data in cui il pubblico ministero potrebbe iniziare la requisitoria; il 23 febbraio, e poi a marzo ed aprile, quando la corte potrebbe emettere la sentenza.
Il primo grado, la Corte d'Assise di Alessandria aveva condannato a due anni e sei mesi di reclusione per disastro colposo (e non doloso come richiesto dall'accusa) Francesco Boncoraglio, responsabile della funzione ambiente dello stabilimento; Luigi Guarracino, direttore di stabilimento di Spinetta fino all'ingresso dell'attuale direttore Stefano Bigini; Giorgio Carimati, responsabile tecnico ambiente e sicurezza per il gruppo Solvay; e Giorgio Canti, dirigente Ausimt, poi Solvay.
Assolti per non aver commesso il fatto Carlo Cogliati, Bernard De Laguiche, Pierre Jacques Joris; reato estinto per Giulio Tommasi. 
Per le parti civili erano state previsti risarcimenti che andavano dai 100 milioni, per il ministero dell'Ambienet, a 10 mila euro. 

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