Domenica 18 Agosto 2019

Cittadella e Borsalino per il tour elettorale di Roberta Pinotti

Il ministro alla Difesa ha visitato nuovamente la Cittadella con tutti i candidati del PD, ribadendo l'importanza degli investimenti culturali e della 'continuità', a salvaguardia anche della fortezza. Visite anche alla Novi e alla Borsalino

Cittadella e Borsalino per il tour elettorale di Roberta Pinotti
POLITICA - “Potremmo aprirci una pizzeria”. Scherza il ministro uscente alla difesa, Roberta Pinotti, candidata in Piemonte e nella sua Liguria (“Anche se mia mamma era di Valmadonna: ricordo le estati in Valle San Bartolomeo”) in visita elettorale alla Cittadella di Alessandria, osservando i forni della fortezza appena restaurati.

E' la seconda visita di Pinotti tra i bastioni negli ultimi anni, prima chiamata dall'allora sindaco Rita Rossa per sensibilizzare sul recupero degli edifici militari, ora per ricordare che i fondi alla Cittadella, “grazie al Governo e al Partito Democratico”, sono arrivati davvero.

Con lei c'era tutta la squadra provinciale di candidati: Daniele Borioli, senatore uscente e in lizza per il collegio uninominale, Cristina Bargero, plurinominale al Senato, Fabio Lavagno, plurinominale alla Camera; il vicesindaco di Tortona Marcella Graziano, uninominale alla Camera. Presente anche Chiara Gribaudo, cuneese, capolista in Piemonte 2.

Prima di arrivare ad Alessandria, Roberta Pinotti aveva visitato in forma privata la fabbrica dolciaria Novi, realtà salvata dalla sparizione che ora va a gonfie vele. Il viaggio nelle terre alessandrine è proseguito a Spinetta Marengo, all'opificio Borsalino: “Per l'Italia sarebbe uno sfregio non riuscire a salvare il cappellificio e mantenere il marchio italiano”, ha commentato.

Il breve tour della Cittadella è servito per ricordare l'importanza della continuità politica e governativa, anche per la Cittadella: “Il centrodestra sembra più interessato al Medio Evo, non vorremmo che per scelte diverse si perdessero i fondi già destinati”.

Excursus sull'ormai storica idea di Alessandria come retroporto di Genova e una battuta su Umberto Eco, a cui recentemente è stata intitolata una scuola a Milano: “Da professoressa obbligavo i miei studenti a leggere il Nome della Rosa”.

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