Lunedì 22 Luglio 2019

Servizi informatici: tagliare il cordone ombelicale con Csi e reinternalizzare?

Il Comune rescinde prima il contratto in essere con Csi Piemonte per la gestione dei servizi informatici di Palazzo Rosso. Da gennaio parte una nuova convenzione della durata di un anno per arrivare in questo arco di tempo a preparare il personale e riportare "in house" il servizio. E i dipendenti in distaccamento al Csi?

Servizi informatici: tagliare il cordone ombelicale con Csi e reinternalizzare?
 ALESSANDRIA - Non è un segreto l'intenzione dell'amministrazione di Cuttica di Revigliasco di riportare a casa i servizi informatici del Comune. E' stato scritto nero su bianco nel programma di mandato della nuova giunta e nel Documento unico di programmazione è presente anche una figura dirigenziale a capo di questi servizi, nel piano di assunzioni per il prossimo triennio. Ma è chiaro che per procedere su questa strada serviva prima avere un quadro dello stato dell'arte di oggi dei servizi strumentali I.C.T. (information and communications technology) che sono gestiti dal 2013 dal Csi Piemonte. L'assessore Fteita ha così chiesto una relazione tecnica a due consulenti (ingegner Rogna e Magrassi) per capire come e quando poter riportare “in house”, in gestione diretta la governance di questo servizio.

E la risposta è stata: bisognerà attendere ancora un po', un anno. Infatti “reti e servizi sono obsoleti” secondo i due professionisti, ma il cambiamento in questo settore non è così repentino e di facile gestione. “Serve quindi un periodo di transizione, aiutati anche dallo stesso gestore di oggi, per preparare il personale e per reperire risorse da investire in questa trasformazione”. Anche perché altrimenti il cambio repentino potrebbe portare solo disservizi, tanto ai dipendenti del Comune quanto ai cittadini che si rivolgono per determinati servizi all'ente.

Una soluzione che è stata appoggiata anche dalla dirigenza di Palazzo Rosso. Il ragioniere capo Antonello Paolo Zaccone è stato chiaro: “per una sostituzione oggi di tutta la strumentazione, quella che viene definita pezzi di ferro, servirebbe un investimento sui tre anni (2018-2020) di 2 milioni di euro, risorse che ad oggi il Comune non ha a disposizione”. Oppure l'altra alternativa era quella di “cambiare” il Csi con un'altra software house, ma non sarebbe cambiato nulla: la gestione sarebbe comunque stata esterna. Invece la soluzione migliore sembra essere questa: rescindere in anticipo il contratto con Csi Piemonte che sarebbe in scadenza a luglio 2018. A gennaio far partire subito una nuova convenzione (della durata di un anno, questo è il periodo di transizione) che metta le basi per trovare risorse interne a Palazzo Rosso, formarle “costringendo” Csi ad un affiancamento in questo percorso.

Un scelta parecchio condivisa, anche da parte della minoranza. Il vice presidente del Consiglio comunale Enrico Mazzoni commenta come una “scelta giusta riportare in casa il servizio”, ma allo stesso tempo chiede “abbiamo cercato di capire dal 2019 quando il servizio sarà interno quanto personale servirà? E il personale ex Aspal, quello che nel contratto con Csi Piemonte nel 2013 si era cercato di non lasciare a casa, mandandolo in comando che fine farà? Parteciperà ad un ipotetico concorso, senza quindi sicurezza di assunzione oppure resterà in forza al Csi con qualche garanzia?”. Tutte domande ad oggi senza risposta, che riportano però alla luce un po' di cronistoria dei servizi informatici, in passato gestiti da Aspal, oggi “defunta” (in liquidazione).

“Purtroppo questo periodo di transito è necessario perchè sui servizi informatici non è possibile fare uno switch-off, perché i servizi al cittadino vanno garantiti” sono state le parole dell'assessore Fteita. Mentre la polemica cerca di aizzarla il presidente del Consiglio, Emanuele Locci, tra i banchi della commissione come oratore. “Software vecchi, cari, senza aggiornamenti: questo è stato il Csi per i nostri servizi informatici, Se nel 2012 le risorse le avessimo investite per salvare Aspal a quest'ora non staremmo qui a parlare di questo”. Tirata di orecchie alla vecchia amministrazione e alle scelte fatte in passato. Ma oggi con un obiettivo che sembra comune a molti: “tagliare questo cordone ombelicale con il Csi Piemonte e riportare le professionalità che si sono sparpagliate tutte all'interno della galassia comunale...magari se non a Palazzo anche tutte in Costruire insieme. Niente più risorse disperse” ha concluso Locci.

Oggi la commissione si riunisce in una seconda convocazione per chiarire alcuni aspetti ancora poco chiari e poi il provvedimento sarà portato all'attenzione del Consiglio comunale di questa sera alle 20.

EDICOLA DIGITALE

sfoglia

abbonati

Le notizie più lette

.