Domenica 15 Settembre 2019

Berlinguer, ospedale pronto dal 2016. Ma il Comune "non ha mai autorizzato"

Lettera dell'azienda diretta da Giovanna Baraldi al sindaco di Alessandria. “Siamo pronti a realizzare l'ampliamento o monetizzare l'intervento”. Rispetto alla conversione delle opere con l’installazione di videosorveglianza e illuminazione è Palazzo Rosso che non ha mai risposto

Berlinguer, ospedale pronto dal 2016. Ma il Comune "non ha mai autorizzato"
ALESSANDRIA – 13:30 Una nota inviata al sindaco di Alessandria
Dopo mesi e mesi, stavolta la direzione dell'azienda ospedaliera 'Santi Antonio e Biagio e Cesare Arrigo' di Alessandria, diretta da Giovanna Baraldi, mette nero su bianco come stanno le cose sulla tormentata vicenda del parcheggio Berlinguer. In un comunicato diffuso nella tarda mattinata si legge che è stata inviata una nota al sindaco di Alessandria, Gianfranco Cuttica di Revigliasco, per "evidenziare la disponibilità a realizzare il progetto originale (la realizzazione di 83 nuovi posti auto) approvato dal Comune di Alessandria, oppure a monetizzare l'obbligazione dovuta per l'opera di ampliamento relativa alla sopraelevazione del Pronto Soccorso, stimata in circa 98.000 euro".
Subito dopo si parla della "complessità dei rapporti tra i due enti che fino a oggi non hanno stipulato adeguata convenzione, tenendo conto di alcuni elementi imprescindibili".
L'azienda ospedaliera quindi ribadisce che "in un'ottica di collaborazione e disponibilità aveva proposto sin da inizio 2016, la conversione di tali opere con l'installazione di videosorveglianza e illuminazione, per cercare di risolvere a breve termine il problema della sicurezza nel piazzale. Tale proposta di riconversione non è mai stata autorizzata dal Comune di Alessandria". Ed è questo il passaggio con il quale vengono respinte al mittente le ancora recenti accuse di inadempienza che sono arrivate da Palazzo Rosso. La lettera con la quale la direzione dell'azienda ospedaliera chiede "con la massima urgenza" la concessione, da parte del Comune, della autorizzazione alla realizzazione dell'illuminazione e della videosorveglianza, "derubricando contestualmente il permesso di costruire del 28 novembre 2011 con la soppressione del richiesto ampliamento del parcheggio stesso", risale all'8 aprile 2016 ed è stata inviata al sindaco di Alessandria e al Prefetto di Alessandria. La lettera alla fine chiedeva di rimandare "a successivi provvedimenti la definizione delle restanti problematiche".
La nota inviata al primo cittadino si conclude affermando che "se il Comune, al fine di ottemperare alle richieste formulate, ritenesse possibile monetizzare l'obbligazione con l'importo indicato, l'azienda ospedaliera si rende disponibile". 

 

Il fiume di parole istituzionali sulla vicenda del parcheggio Berlinguer, di fronte all'ospedale di Alessandria e teatro dell'ennesima aggressione, sembra non finire mai. La giunta di centrodestra di Gianfranco Cuttica di Revigliasco, “invita” l'azienda ospedaliera 'Santi Antonio e Biagio e Cesare Arrigo' a “provvedere con sollecitudine alla previsione di un congruo sistema di videosorveglianza nell’ambito di un progetto di complessiva sistemazione del piazzale: proposta progettuale che, alla luce delle interlocuzioni istituzionali già avute, questa amministrazione attende di ricevere per i conseguenti passaggi di analisi e formale approvazione, per quanto di competenza”. L'ex sindaco di centrosinistra, Rita Rossa, rilascia una dichiarazione in cui in pratica imputa tutti i ritardi all'azienda ospedaliera e parla anche degli oneri di urbanizzazione legati all'autorizzazione rilasciata per la sopraelevazione del Pronto soccorso (dove oggi c'è il nuovo blocco operatorio) e della compensazione con l'ampliamento dei posti auto del parcheggio, richiesta all'ospedale.

La controversia fra azienda ospedaliera e Palazzo Rosso va avanti da molti anni, è vero, ma i presupposti non paiono essere del tutto quelli che indica la politica. L'ampliamento del Pronto soccorso appare, nelle carte che abbiamo avuto modo di consultare, come una “urbanizzazione secondaria” con la compensazione per 2.581 metri quadrati di ampliamento del parcheggio (pari a 83 posti auto). E con il Comune che poi ha indicato l'ampliamento all'estremità dell'area che confina con quella dove c'è il vagone della Shoah, eliminando anche una porzione di verde e alberi.

Il terreno del parcheggio Berlinguer, lo ricordiamo, è di proprietà dell'azienda 'Santi Antonio e Biagio e Cesare Arrigo', ma l'area è destinata a uso pubblico. Per accelerare la soluzione dei problemi, anche di sicurezza, perché non affidare la gestione direttamente all'ospedale? In altre città (Biella, Torino) questo è avvenuto, con risultati complessivamente buoni. Perché invece ostinarsi a chiedere interventi (telecamere e asfaltatura) per i quali l'azienda è pronta per la progettazione, ma quando arriva il momento di rilasciare una autorizzazione, tutto si ferma?

La storia. Nel 2005 il Comune di Alessandria autorizza l'ospedale a realizzare la sopraelevazione del Pronto soccorso per realizzare il nuovo blocco operatorio e il permesso prescriveva come compensazione urbanistica secondaria con l'ampliamento del parcheggio Berlinguer per una superficie di 2.581 metri quadrati, pari a 83 posti auto (l'alternativa era la valorizzata economica pari a 97.991,34 euro, secondo il computo metrico estimativo). L'ospedale chiede, è il 2011, l'autorizzazione che viene concessa dal Comune nel settembre del 2015. A questo punto cambia la situazione ambientale. Aggressioni e molestie aumentano in modo esponenziale, nasce un comitato spontaneo, vengono raccolte firme e tutto finisce in Prefettura. Siamo nel marzo del 2016. Al termine di una riunione allargata a Palazzo Ghilini viene deciso di potenziare l'illuminazione pubblica e di installare un sistema di videosorveglianza. L'ospedale è pronto, bisogna però mettere a posto un po' di cose nei rapporti fra i due enti ed ecco che da Palazzo Rosso viene spedito alla direzione dell'azienda guidata da Giovanna Baraldi una bozza di protocollo di intesa. E qui cominciano i problemi. Negli uffici di via Venezia vengono rilevate delle “difformità in merito alla definizione puntuale delle superfici interessate e degli importi di progetto dell'approvato ampliamento del parcheggio che richiedono tempistiche non compatibili con l'urgenza dell'intervento trattandosi di problemtiche di pubblica sicurezza”. E quindi il direttore generale scrive al Comune chiedendo all'allora sindaco, Rita Rossa, che “venga concessa con la massima urgenza l'autorizzazione alla realizzazione dell'illuminazione e della videosorveglianza, derubricando contestualmente il permesso di costruire del 2005 con la soppressione del richiesto ampliamento del parcheggio e rimandando a successivi provvedimenti la definizione delle problematiche restanti”. In sostanza, al posto della compensazione edilizia con nuovi posti auto, cambiamo destinazione e mettiamo illuminazione e telecamere. Con il finanziamento dell'intervento che è subordinato alla derubricazione del permesso. L'azienda ospedaliera (che paga) un percorso lo ha imboccato, ma è necessario che Palazzo Rosso autorizzi (senza costi), altrimenti non si può fare nulla.

Non manca l'interessamento a livello regionale, con Domenico Ravetti, consigliere e presidente della Commissione regionale Sanità che annuncia di voler chiedere chiarimenti, durante il question time consiliare, sulla vicenda e avere i documenti di Comune e azienda ospedaliera. L'annuncio è arrivato con un tweet, nessuna dichiarazione istituzionale.
  

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